Lavori Pubblici

Lavori all'estero, a Trevi l'appalto da 200 milioni di dollari per la diga di Mosul

E.T.

La società italiana scelta per mettere in sicurezza l'impianto in Iraq. Previsto lo schieramento di soldati per difendere il cantiere

Il consiglio dei ministri iracheno ha deciso di assegnare a Trevi i lavori per la messa in sicurezza della diga di Mosul. Lo comunica una nota della società che spiega di essere stata informata dell'esito positivo della gara dall'ambasciata italiana a Baghdad. «La conferma ufficiale e diretta alla società - sottolinea il Ceo di Trevi, Stefano Trevisani - ci consentirebbe di passare alla fase di definizione del contratto e successivamente alla firma. Difficile ipotizzare tempistiche, ma dovrebbe essere una questione di poche settimane».

Trevi era l'unica impresa qualificata in corsa per l'aggiudicazione della prima fase dei lavori di manutenzione della diga ed il processo di negoziazione dei termini e delle condizioni della commessa con il governo iracheno era già entrato nelle sue fasi finali. La società ha eseguito lavori specializzati in più di 170 dighe in tutto il mondo e, in special modo, in Sud America e Nord America. conquista l'appalto per

Il valore del contratto, che sarà firmato a breve, si aggira attorno ai 200 milioni di dollari. Gli Stati Uniti avevano ribadito nei giorni scorsi l'urgenza di avviare lavori di restauro per evitare una "catastrofe", evocata dai rappresentanti di Washington e di Baghdad sin dal 2007.

«La diga di Mosul è una grande sfida», ha detto oggi a Roma il segretario di Stato Usa John Kerry. «Abbiamo spinto per far progredire questo impegno», ha aggiunto Kerry, assicurando che il presidente Barack Obama in persona ha seguito con attenzione gli sviluppi. Il premier Matteo Renzi aveva annunciato a dicembre la disponibilità ad inviare 450 militari italiani per difendere la diga, con altri 750 che già partecipano all'operazione «Prima Parthica» che prevede tra l'altro l'addestramento delle forze curdo-irachene.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, da parte sua, ha riferito che i contatti con Baghdad e con la coalizione internazionale anti-Isis guidata dagli Usa «vanno avanti da settimane» per definire le modalità d'azione dei soldati italiani a difesa della diga, costruita negli anni '80 sul fiume Tigri. I soldati, che potrebbero essere schierati a partire da maggio prossimo, dovranno difendere il cantiere e i circa 40 tecnici italiani che ci lavoreranno. Il contingente dovrebbe essere costituito dai bersaglieri della Brigata Garibaldi, oltre a reparti di forze speciali, artificieri e altri assetti con copertura aerea della Coalizione anti-Isis.

Il progetto sarà diviso in due interventi da svolgere in contemporanea: il primo riguarda il rafforzamento delle fondamenta con iniezioni di cemento; il secondo la riparazione di una delle due saracinesche, cioè le aperture a monte che vengono azionate quando è necessario scaricare acqua per diminuire la pressione sulla diga. Il contratto sarà del tipo «cost plus»: la quantità dei finanziamenti sarà calibrata passo dopo passo secondo quelli che saranno i costi.


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