Lavori Pubblici

Cantone: sulle Pmi i maggiori danni della corruzione, dai costruttori i primi segnali di cambiamento

Mauro Salerno

Trasnparency International: l'Italia recupera otto posizioni nel ranking mondiale della corruzione percepita (dal 69° al 61° posto), pur rimanendo penultima nei Paesi europei

Un invito a sostenere la lotta alla corruzione rivolto alle imprese - soprattutto «alle Pmi che pagano i maggiori danni» del malaffare che uccide la concorrenza - e un riconoscimento ai costruttori dell'Ance, che «per primi durante le audizioni in Parlamento sulla riforma del codice degli appalti hanno sostenuto la necessità di rafforzare i poteri dell'Anac: i costruttori che chiedono il rispetto delle regole è un bel segnale di cambiamento». Così Raffaele Cantone presidente dell'Autorità Anticorruzione, ha commentato oggi i dati di Transparency International secondo cui l'Italia ha recuperato otto posizioni nell ranking mondiale della corruzione percepita salendo dal 69° al 61° posto, pur rimanendo penultima nei Paesi europei seguita soltanto dalla Bulgaria e dietro altri Paesi generalmente considerati molto corrotti, come Romania e Grecia entrambi in 58esima posizione con un punteggio di 46.

«Otto posizioni in graduatoria non è un numero elevatissimo, ma non è neppure insignificante, soprattutto in un anno nel corso del quale ci sono comunque stati grossi scandali corruttivi, come mafia capitale: c'è un'inversione, un passo avanti che si registra per la prima volta e che ritengo vada letto anche come un riconoscimento del lavoro fatto sul fronte del contrasto alla corruzione», ha detto Cantone .

La presentazione dell'incide di percezione 2015 è stata organizzata nella sede di Unioncamere e alla fine dell'incontro, Cantone e il presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali, hanno firmato un protocollo d'intesa per promuovere iniziative sui temi della trasparenza, dell'integrità e della lotta alla corruzione.

«Non mi considero un incendiario - ha detto Cantone - ma non ho mai voluto essere neppure un pompiere: l'Italia resta un paese con un livello di corruzione molto alto. Ma i dati di oggi, che si riferiscono alla corruzione percepita, sono confortanti. Quest'anno di corruzione si è parlato moltissimo in Italia. Ci sono segnali di discontinuità che non vanno sottovalutati». Cantone ne ha citato uno: «Nelle audizioni alla Camera sul nuovo codice degli appalti, la voce più forte è arrivata dall'Ance, cioè dall'associazione che rappresenta i costruttori, che oggi dicono: ben vengano le regole». Anche perché sono «le piccole e medie imprese a pagare i danni più alti della mancanza di concorrenza», mentre «le grandi aziende sono più attrezzate» anche di fronte a questa eventualità. Non fosse altro perchè possono tentare con più facilità la strada dell'estero.

Importante per Cantone anche il segnale arrivato dai recenti dati della Guardia di Finanza che hanno visto scendere il tasso dell'irregolarità negli appalti dal 39 al 30% per cento. «Un dato ancora molto alto - ha detto il presidente dell'Anticorruzione, che però ha sottolineato come in quest'ultima rilevazione siano anche aumentati i controlli.


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