Lavori Pubblici

Lavori di «estrema urgenza», Cantone mette sotto osservazione 16 mini-appalti in tutta Italia

G.La.

Nel mirirno il rispetto dei paletti per il ricorso alle deroghe autorizzate dall'articolo 9 del decreto Sblocca Italia

Secondo round di controlli Anac sui lavori di estrema urgenza affidati con le scorciatoie normative del decreto Sblocca Italia. Si tratta dei lavori per la difesa del suolo, la manutenzione delle scuole, l'adeguamento sismico e la tutela ambientale che, per effetto delle deroghe concesse dall'articolo 9 del decreto n. 133/2014, godono di accelerazioni importanti sul fronte delle procedure, a partire dalla possibilità di assegnare gli interventi a trattativa privata senza bando, al di sotto della soglia comunitaria.

Dopo che a luglio era stato messo sotto la lente un primo plotoncino di sedici procedure, l'Anticorruzione ha appena comunicato di avere avviato i controlli su altri sedici appalti, sulla base delle segnalazioni di ricorso alle deroghe che gli enti devono inviare all'Authority quando attivano le procedure. Vanno da un minimo di 141mila euro fino a tre milioni di euro.

L'Anac ha, anzitutto, comunicato gli esiti del monitoraggio avviato a luglio. Dalle verifiche effettuate sui sedici affidamenti, quattordici procedure risultano «essere identificate in modo coerente come procedure rientranti in quelle di cui all'articolo 9 del Dl 133/2014 per gli interventi di somma urgenza da effettuarsi in deroga». Quindi, su queste non ci sono problemi. Due affidamenti, invece, hanno aggirato le regole dell'estrema urgenza. Si tratta di un appalto del Comune di Mignanego (Genova), da 153 mila euro per la messa in sicurezza di una strada: nel bando è stato erroneamente inserito il riferimento allo Sblocca Italia.

Il secondo caso riguarda i lavori di recupero e conservazione degli apparati decorativi pittorici e pavimentali della casa di Meleagro negli scavi di Pompei, affidati dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei. Questi lavori sono stati ultimati nel 2011 e non è chiaro perché sia stato fatto riferimento allo Sblocca Italia. L'Autorità ipotizza «qualche disguido di carattere tecnico nei format previsti per la comunicazione dei dati».

Da considerare anche che in tre dei quattordici casi rimanenti «è stato rilevato che gli affidamenti posti in essere dalle stazioni appaltanti non hanno rispettato la tempistica relativa alla procedura, vanificando l'efficacia delle disposizioni di semplificazione dei procedimenti di affidamento». La Città metropolitana di Messina, il Comune di Cercepiccola (Campobasso) e il Provveditorato interregionale per la Sicilia e la Calabria, di fatto, non hanno sfruttato le prerogative proprie dello Sblocca Italia.

In aggiunta ai risultati del primo monitoraggio, l'Autorità ha anche pubblicato un elenco di sedici nuove opere sorteggiate, per le quali si sta procedendo alle stesse verifiche. Sono appalti mediamente di importo maggiore rispetto al primo round di controlli. Vanno da un minimo di 141mila euro (messa in sicurezza della Scuola elementare «Rocco Chinnici» del Comune di Misilmeri (Palermo), finanziata dal ministero delle Infrastrutture) fino a 3 milioni di euro (appalto integrato per la realizzazione di una scuola nel Comune di Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso). I bandi sono stati selezionati seguendo i criteri già indicati dall'Autorità a luglio: queste 16 opere sono rappresentative della varie tipologie e importi attivati grazie allo Sblocca Italia. Quindi, troviamo interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, opere di adeguamento sismico, di riordino idraulico, messa in sicurezza di gallerie, antincendio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA