Lavori Pubblici

Due appalti su tre senza gara, nel mercato da 101 miliardi quasi venti sono assegnati senza bando

Mau. S.

Ancora tutta da vincere la partita della trasparenza nell'assegnazione dei piccoli appalti

Un mercato da 101,4 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati raccolti e pubblicati dall'Anac. Un settore che vale il 15% del Pil, come ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio in Parlamento. Che però viene gestito ancora per quote non trascurabili aggirando le procedure di gara e ricorrendo ad assegnazioni dirette o a formule assimilabili alla vecchia trattativa privata.

Va detto subito che rispetto ai 101,4 miliardi di contratti pubblici (di importo superiore a 40mila euro) registrati dall'Anac, le opere pubbliche rappresentano una quota minoritaria. Gli appalti per lavori pubblici ammontano a 26,6 miliardi., in deciso calo rispetto ai 32,1 miliardi contati nel 2012 e ai ben 35,5 miliardi riportati nel 2010, anno di picco della domanda pubblica di infrastrutture nell'ultimo quinquennio. La fetta maggiore della domanda pubblica riguarda i servizi. Si tratta di un mercato da 47 miliardi, che non ha subito la crisi evidenziata dalle opere pubbliche e che anzi è segnalato ancora in espansione. E che raccoglie il 47% dei contratti pubblici. Il resto ovviamente va attribuito alle forniture.

Il punto è che due appalti su tre di questo mercato, per un controvalore di quasi 20 miliardi di euro vengono affidati senza una gara formale e senza alcun tipo di pubblicità preventiva. E c'è di che essere contenti. Visto che nella fascia compresa tra 40mila e un milione di euro, per i quali ora è consentita la procedura negoziata senza bando (trattativa privata con 5 o 10 invitati) rappresentano il 91,84% degli appalti nei settori ordinari. Dunque vuol dire che qualche amministrazione sceglie ancora di affidarsi alle gare, anche in queste fasce di importo. La mancata trasparenza nell'affidamento dei contratti più piccoli - lavori, servizi e forniture - è forse la principale criticità imputabile all'attuale sistema degli appalti. È in questa zona grigia - che rende opachi gli affidamenti di migliaia di commesse per svariati miliardi di euro - che si annida più facilmente la corruzione di cui sono occupate negli ultimi mesi le procure di mezza Italia.

Anche per questo, nella delega si dedicano più passaggi a invocare misure di trasparenza nell'assegnazione degli appalti sotto la soglia comunitaria di 5,2 milioni, quota di mercato meno esposta ai riflettori e per questo più facilmente aggredibile da forme di corruzione. Principi che ora spetterà al governo tradurre in norme efficaci, tenendo conto del fallimento del vecchio impianto normativo. Iperfarraginoso, ma pieno di falle.


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