Lavori Pubblici

Autostrade/2. Tariffe congelate per due anni: ora rischiano il boom con i rinnovi quinquennali

Alessandro Arona

Nel 2015 Lupi impose il tetto dell'1,5% (con richieste molto superiori, ora da recuperare), nel 2016 rinvio degli aumenti per tutte le società meno tre

Le tariffe autostradali si muovono ancora nella babele dei sei diversi schemi tariffari maturati nel periodo 2007-2009 (giuridicamente molto complesso sarebbe d'altra parte una modifica unilateriale da parte del governo, o per legge).
Gli aumenti dal 1° gennaio 2015 sono stati limitati dall'allora Ministro Lupi al tetto dell'1,5%, rispetto a richieste molto più alte di quasi tutte le società (in quattro casi anche 10 volte tanto, e in dieci casi oltre tre volte tanto), che dovranno essere recuperate.
Dal 1° gennaio 2016 gli aumenti (si veda) sono stati congelati a zero per 14 società su 25, rinviandoli a dopo l'aggiornamento quinquennale dei Pef (in corso). Il rischio, nel corso del 2016, è che possano arrivare botte di aumenti tariffari a molte cifre, solo per compensare i (pochi) investimenti fatti .

GLI AUMENTI 2015
Tutti i numeri possono essere trovati a pagina 46-47 della Relazione Mit . Le richieste delle concessionarie autostradali, in base agli schemi tariffari vigenti e agli investienti realizzati, furono in alcuni casi rilevanti (+17,46% da parte di Ativa, +15,78% la Brescia-Padova, +6,4% la Cisa, +8,64% Autovie Venete, +5,78% Milano-Serravalle e Tangenziali, +15,2% la Rav, +15,15% Autostrade Meridionali, +8,68% la Tirrenica, +6,79% la Satap A4 e +5,26% la Satap A21, +15% Autostrada A25/A25). Ma l'allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi impose alle società un tetto agli aumenti dell'1,5%, fermo restando il diritto all'incremento tariffario maturato per il 2015 in sede di aggiornamento quinquennale dei piani economico-finanziari, operazione che è stata avviata per quasi tutte le società tra i 2014 e il 2015 ed è tuttora in corso.
L'unica società a cui non si è applicato il tetto 2015 dell'1,5% è stata Autostrade per l'Italia, che ha chiesto e ottenuto il +1,46%.

GLI AUMENTI 2016 CONGELATI
Il 1° gennaio 2016 sono scattati aumenti tariffari solo su tre società (SI VEDA LA TABELLA ), per le quali non è in fase di aggiornamento quinquennale il Pef: Autostrade per l'ITalia (+1,09%), Satap A4 (+6,5%) e Strada dei Parch (+3,45%).
Per Autostrade per l'Italia, l'incremento pari a 1,09% deriva dalla remunerazione di investimenti pregressi, in convenzione unica del 2007 e nell'Atto aggiuntivo sottoscritto nel 2013. La variazione della Società Satap A4, pari a 6,5%, è connessa agli investimenti della terza e quarta corsia nella tratta Torino-Milano; mentre per la Società Strada dei Parchi, l'incremento deriva dalla necessità di riconoscimento della spesa per l'adeguamento della tratta Roma-Lunghezza. Per la Satap A4 e per la Strada dei Parchi è scattato anche il recupero di compressioni tariffarie operate negli anni precedenti, necessarie ad escludere incrementi eccessivi futuri.
Il Mit spiega che «per le società concessionarie interessate dal procedimento di aggiornamento del Piano economico finanziario è stato stabilita la sospensione degli adeguamenti tariffari sino alla sottoscrizione degli Atti Aggiuntivi che regolano l'attuale periodo regolatorio. Al verificarsi di tale circostanza si procederà al riconoscimento della spesa per investimenti mediante aggiornamenti tariffari calcolati sulla base dei nuovi Piani finanziari. Ciò esclude l'esigenza di rettifiche tariffarie in corso d'anno a svantaggio dell'utenza». Un vantaggio tutt'alpiù dato dal rinvio, ma in arrivo sono aumenti certamente molto superiori all'inflazione.

AGGIORNAMENTI QUINQUENNALI PEF
«La pressione delle società è forte», ammettono al Mit, dando la sensazione della pentola a pressione con un coperchio tenuto forzatamente chiuso per due anni.
Gli attuali schizofrenici schemi tariffari, ad esempio, le società che hanno optato per formule con l'inflazione programmata, che è stata negli ultimi due anni intorno all'1%, a fronte dello zero o poco più reale: per queste società arriverà circa un +2% di aumenti tariffari sostanzialmente "regalati" (anche se dovuti per contratto). Ce ne sono moltissime: Brescia-Padova, Tangenziale di Napoli, Rav, Sat, Satap A21, Ativa, Milano-Serravalle (oltre a Satap A4 e Parchi, che però hanno già avuto l'aumento 2016).

Ci sono poi da recuperare gli umenti congelati nel 2015: non saranno tutti quelli richiesti (si veda pag 47 ), ma i rischio è che il Mit ci si debba avvicinare di molto.

C'è poi il nodo del "fattore Xriequilibrio", la clausola che per molte società prevede, all'aggiornamento quinquennale, di introdurre modifiche tariffarie se il traffico effettivo nel quinquennio è stato significativamente differente da quanto previsto. Il che può significare (questa fu la ratio originaria della norma) ridurre i pedaggi se il traffico è stato superiore, ma anche (paradossalmente) aumentare i pedaggi se il traffico è stato meno del previsto: e proprio questo molte società si preparano a chiedere al Mit.


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