Lavori Pubblici

Valdastico Nord, stretta di Porta Pia: «Entro gennaio una decisione di Trento»

Alessandro Arona

Dopo la delibera Cipe di agosto la situazione resta nel limbo - «Se Trento dice no dovremo fare la gara per A31 e A4 Brescia-Padova»

«La riunione di gennaio del Comitato paritetico Stato-Regioni sull'autostrada Valdastico Nord dovrà essere decisiva. In sostanza la Provincia autonoma di Trento deve dire se è disposta o no a dare l'intesa per realizzare l'opera. Devono decidere: se è un sì, allora definiamo contestualmente il tracciato prescelto e facciamo al più presto la progettazione definitiva; se è un no, facciamo al più presto la gara per riaffidare la concessione della Brescia-Padova. Purché si decida».

Dopo la pubblicazione a fine anno (si veda il servizio ) della delibera Cipe del 4 agosto che dava l'ok al "tavolo istituzionale" per risolvere l'annoso impasse sulla Valdastico Nord, dal Ministero delle Infrastrutture filtra una "stretta" nei confronti della Provincia autonoma di Trento. «Basta traccheggiare - questo è il concetto - si decida una buona volta».

Nella delibera Cipe di agosto si indicava il termine di 45 giorni (in sostanza fine settembre) per trovare una soluzione nel Comitato paritetico Mit-Regione Veneto-Provincia di Trento («verificare la sussistenza di tutte le condizioni previste ai fini dell'Intesa e in particolare a definire la soluzione più rispondente agli obiettivi strategici europei, nazionali e locali analizzando e integrando le ipotesi progettuali allo studio nel quadro complessivo dei collegamenti che attraversano l'arco alpino orientale»).
Il 30 giugno 2015 era era il termine fissato dalla convenzione del 2007 (poi aggiornata) per approvare il progetto definitivo della Valdastico Nord, approvazione che a sua volta era la conditio sine qua non per far scattare la proroga della concessione al 2026 anziché la scadenza naturale al 30/6/2015. Pochi giorni prima della scadenza è arrivata l'accordo a tre per costituire il tavolo, firma che è stata interpretata da Mit e Regione Veneto come disponibilità di Trento di dare l'intesa sull'opera, definendo in tempi rapidi un tracciato e poi il progetto definitivo.
D'altra parte la Presidenza del Consiglio e vari pareri giuridici chiesti anche all'esterno del governo hanno confermato che l'intesa quadro della Provincia autonoma di Trento (cioè in sostanza l'ok di massima a considerare l'opera strategica e dunque a realizzarla) è assolutamente indispensabile in base alla Costituzione, mentre la procedura di legge obiettivo per scavalcare l'eventuale dissenso può essere attivata solo sul progetto, una volta ottenuto con le Regioni interessate l'inserimento dell'opera nelle rispettive intese quadro sulle opere strategiche. E questa intesa con Trento non è mai arrivata.

«Grazie all'accordo di fine giugno e alla delibera Cipe - spiegano al Ministero - la Commissione Ue ha accettato in sostanza ua piccola proroga del termine del 30 giugno. All'inizio di luglio l'abbiamo informata, e non ha detto nulla. Ora però dobbiamo chiudere, dobbiamo decidere».
«Nel Comitato paritetico - spiegano al Mit - stanno facendo valutazione trasportistiche e raccogliendo dati. Va tutto benissimo, ma la riunione prevista per fine gennaio deve essere risolutiva. La Provincia di Trento deve decidere se l'opera si fà o non si fà. Decidere che si fa significa firmare con il Mit l'intesa quadro e contestualmente scegliere il tracciato, su cui al più presto partire con la progettazione definitiva. Altrimenti se la Provincia dice "No", la concessione decade e dovremo fare al più presto la gara per riassegnare la concessione della Brescia-Padova e A31 Valdastico» (la tratta esistente).


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