Lavori Pubblici

Appalti, sulla continuità occupazionale va trovato il giusto equilibrio tra concorrenza e tutela sociale

Annamaria Parente (*)

Nell'attuazione delle direttive sui contratti di concessione, appalti pubblici e settori esclusi, il governo dovrà prevedere una formazione che assicuri il riassorbimento dei lavoratori in caso di subentri

Nei giorni scorsi la commissione lavoro del Senato ha concluso l'esame e votato il parere, per le parti di competenza, delle deleghe al Governo per l'attuazione delle direttive del Parlamento europeo 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.Dopo le modifiche apportate alla Camera il testo è arrivato in terza lettura in Senato per l'approvazione definitiva.

Per quanto riguarda gli aspetti del lavoro sono state introdotte alcune rilevanti modifiche al testo.
Prima di tutto va sottolineato che, nel sistema di aggiudicazione degli appalti pubblici, è stato introdotto un criterio premiale volto a promuovere la continuità dei livelli occupazionali favorendo gli addetti già impiegati nel precedente appalto.
Altra modifica, non di poco conto, è quella relativa all'introduzione di una clausola sociale volta a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato. Infine l'ultima variazione sostanziale, rispetto al testo approvato in prima lettura in Senato, riguarda la c.d. clausola sociale nei cambi di appalto dei call center, che determina, in caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, che il rapporto di lavoro continua con l'appaltatore subentrante salvaguardando i trattamenti economici e normativi previsti.

A fronte di questi cambiamenti, dell'altro ramo del Parlamento, sono pervenute le valutazioni del Presidente dell'ANAC, richieste dalla Commissione Lavoro del Senato, che ha sottolineato, in particolare per quanto riguarda la clausola sociale, che il riassorbimento dei lavoratori e delle lavoratrici deve essere armonizzabile con l'organizzazione dell'impresa subentrante e con le esigenze tecnico-organizzative e di manodopera previste nel nuovo contratto.

Anche a seguito di questo autorevole contributo il parere che la Commissione Lavoro ha predisposto, e successivamente votato, ha avuto l'intento di sollecitare una verifica, da parte della Commissione Lavori Pubblici, affinché la normativa in esame tenga insieme il soddisfacimento delle istanze di carattere sociale, come previsto dalle direttive comunitarie, con la normativa di parità di trattamento e con quella relativa alla concorrenza.
Negli ultimi giorni anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fornito il suo contributo in merito alla delega appalti evidenziando come sia sempre delicato bilanciare la protezione sottesa alle clausole sociali con la libertà di concorrenza e con quella economica.

L'Autorità, coerentemente con la propria natura di istituzione tecnica, ha voluto sottolineare come sia necessario adottare tutte le misure volte a evitare che tali clausole irrigidiscano il fattore lavoro limitando e distorcendo la selezione del nuovo gestore nelle gare di appalto.
In sostanza è opportuno che il Governo, nella predisposizione finale del decreto di attuazione della legge delega in recepimento di due direttive europee tenga conto dei pareri delle due Autorità.

La legislazione in materia di appalti ci induce a una riflessione sulla necessità di rafforzare e formare le risorse umane per sostenere le lavoratrici e i lavoratori in settori soprattutto ad alto sviluppo tecnologico e innovativi.

Compito del Governo e delle parti sociali, come richiesto anche nel parere approvato in Commissione Lavoro del Senato, sarà quello di prevedere un sistema di formazione permanente che consenta, a seguito delle mutate condizioni tecnico-organizzative previste nel nuovo appalto, un riassorbimento dei lavoratori in nuovi contesti.

(*) Capogruppo Pd in Commissione Lavoro Senato


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