Lavori Pubblici

Tangenti, altri 7 arresti a Roma tra i funzionari del Comune: 33 opere nel mirino per 16 milioni

A.A.

La Procura: «Estesa e quasi endemica attività corruttiva nel settore della manutenzione urbana» - Si pagava per realizzare i lavori non a regola d'arte

Mazzette per chiudere un occhio sulla regolare esecuzione dei lavori di manutenzione di strade e infrastrutture: 33 le gare d'appalto finite nel mirino della procura di Roma e dei Carabinieri del Noe, che hanno arrestato 7 funzionari pubblici del Comune di Roma e dell'Ospedale San Giovanni Addolorata. Sedici milioni di euro il valore degli appalti, sui quali sarebbero stati pagati in due anni 650 mila euro di tangenti.
Gli arresti - eseguiti all'alba del 16 dicembre, insieme a una serie di perquisizioni, dai carabinieri del Comando per la Tutela dell'Ambiente in collaborazione con quelli del Comando provinciale di Roma - riguardano funzionari di diversi Municipi del Comune di Roma, del Dipartimento Simu (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) di Roma Capitale e dell'Ospedale San Giovanni Addolorata.

L'indagine è la prosecuzione di quella che il 14 ottobre scorso portò all'arresto degli imprenditori Luigi Martella ed Alessio Ferrari, insieme al funzionario del 'Simu' Ercole Lalli, accusato di aver ricevuto 2.000 euro in contanti in cambio di informazioni riservate sulle gare d'appalto per la manutenzione e la sorveglianza delle strade della Grande Viabilità di Roma.
Grazie all'analisi incrociata - tuttora in corso - di una serie di intercettazioni e della documentazione sequestrata, tra cui la "contabilità occulta" delle società del "Gruppo Martella", ma anche in seguito alla confessione dei due imprenditori arrestati, gli investigatori ritengono di aver individuato «ulteriori episodi di corruzione» sempre a carico di funzionari-direttori dei lavori, in relazione a specifici appalti.
In particolare, sottolineano i carabinieri, «le dazioni di denaro erano finalizzate ad ottenere agevolazioni da parte dei funzionari sulle modalità di esecuzione dei lavori, consentendo agli imprenditori di eseguire le opere in modo difforme rispetto a quanto previsto».

«Emblematico» viene definito il caso della pulizia dei chiusini stradali, che veniva effettuato su un numero inferiore rispetto a quello dichiarato nella documentazione ufficiale, oppure il caso del rifacimento del manto stradale, effettuato risparmiando sullo spessore dell'asfalto.
Gli accordi presi tra gli imprenditori e i funzionari incaricati di sorvegliare il corretto andamento dei lavori comportavano, secondo l'accusa, il versamento di somme di denaro variabili da poche migliaia di euro fino ad oltre 100 mila euro, nell'ordine del 3-4% del valore dell'appalto. «La sistematica reiterazione della condotta corruttiva - affermano gli investigatori - ha permesso di evidenziare almeno 33 gare d'appalto per un valore complessivo di oltre 16 milioni di euro e per le quali sarebbero stati versati solo negli ultimi due anni, complessivamente 650 mila euro di tangenti».

Sono complessivamente 18 le persone indagate dalla procura di Roma, di cui sette agli arresti, nell'ambito dell'inchiesta condotta dai carabinieri del Noe su presunti casi di corruzione per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e infrastrutture.
I funzionari pubblici arrestati sono Francesco Pantaleo e Stefano De Angelis, del dipartimento 'Simu' (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) di Roma Capitale; Roberto Brondi, Piero Seguiti, Doriano Carbonari e Paolo Fornaciari, impiegati rispettivamente presso i Municipi V, IX, X e XII di Roma e Franco Ridenti, tecnico della Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata. Perquisizioni sono state compiute anche nelle abitazioni e negli uffici dei funzionari Fabio Stefano Pellegrini del dipartimento Simu, Luca Gaveglia del Municipio IV e Giampietro Cirilli, già funzionario del Municipio VIII, ora in pensione, ma ancora legato da un rapporto d'impiego con l'amministrazione. Nei loro confronti il gip non ha accolto la richiesta di arresto avanzata dalla procura. Indagati per corruzione anche 8 funzionari ed ex funzionari, questi ultimi ora in pensione.

«Tutto lascia pensare che il sistema coinvolga gran parte delle imprese che operano nel settore» della manutenzione urbana. È quanto sostiene la procura di Roma negli atti dell'indagine che ha portato oggi all'arresto di sette funzionari pubblici. È stato uno degli stessi imprenditori arrestati nella prima tranche dell'inchiesta, Alessio Ferrari, a confessarlo: «Io so che è un sistema di richiesta generalizzata da parte dei funzionari del Comune nel settore della manutenzione urbana».
«Credo quindi - ha detto Ferrari agli inquirenti che lo interrogavano - che chiedessero anche agli altri come costantemente chiedevano a noi. È una facile deduzione, ma non potrei dire di saperlo in senso diretto». Alla domanda del pm che gli faceva presente che «ci sono anche casi in cui non sono state fatte richieste», Ferrari ha risposto: «Certo, non in tutti i Municipi; ma quelli che noi pagavamo secondo me chiedevano anche agli altri. Certo a via Petroselli (dove si trova il Dipartimento Simu, Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana di Roma Capitale) è un vero sistema».

Nella richiesta di arresto dei funzionari la procura di Roma sottolinea come le indagini dei carabinieri del Noe, peraltro ancora non concluse, abbiano messo in luce «un quadro di estrema gravità: nella materia della manutenzione urbana - in primis riferibile alla viabilità e alla manutenzione stradale - una estesa e quasi endemica attività corruttiva ha finito per distogliere ingenti risorse pubbliche dalle finalità cui erano destinate (assicurare sicurezza e qualità alla agibilità urbana) dirottandole ad impieghi di profitto privato di imprenditori e funzionari».


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