Lavori Pubblici

A un anno dal varo delle norme tecniche il Consiglio superiore dei lavori pubblici resta senza la guida del Governo

Giuseppe Latour

Nonostante appelli ripetuti, e qualche periodo di emergenza, l'impasse non viene risolta. Così il rischio di un nuovo blocco del Cslp appare sempre dietro l'angolo

A oltre un anno dal varo in assemblea delle Norme tecniche e a otto mesi dalla nomina di Francesco Musci a presidente (poi ritirata), il Consiglio superiore dei lavori pubblici resta privo di una guida indicata dal Governo; al momento è ancora in carica il reggente Massimo Sessa. E' questa la paradossale situazione nella quale versa il massimo organo consultivo tecnico del ministero delle Infrastrutture. Nonostante appelli ripetuti, e qualche periodo di emergenza, l'impasse non viene risolta. Così, sebbene il suo lavoro vada avanti, il rischio di un nuovo blocco del Cslp appare sempre dietro l'angolo.

Il purgatorio del Consiglio superiore, che già andava avanti da qualche tempo, è culminato con la nomina di Francesco Musci. L'ex provveditore alle Opere pubbliche di Puglia e Basilicata è stato indicato dal Consiglio dei ministri del 12 marzo scorso, su proposta dell'ex ministro Maurizio Lupi. Esattamente una settimana dopo, però, lo stesso ministro, travolto dall'inchiesta sulle grandi opere, decideva di dimettersi. Il nuovo presidente del Cslp, allora, si è trovato nel giro di poche ore a passare dal mandato forte conferitogli da Lupi a una posizione di grande debolezza: il ministro Graziano Delrio, infatti, ha immediatamente avviato un'operazione di pulizia del suo dicastero. Il nome di Musci, in quel contesto, è stato evidentemente considerato troppo vicino a quello di Lupi.

Così, è arrivato il blocco della nomina del presidente. Che, però, ha precipitato il Consiglio in una situazione paradossale. Musci, infatti, in attesa che la sua nomina fosse vistata dalla Corte dei conti e pubblicata in Gazzetta ufficiale, aveva già preso possesso dei nuovi uffici e aveva anche preso diverse decisioni relative al suo staff e all'impostazione dei lavori del Consiglio superiore.

Per citare un esempio, il lavoro sulla circolare interpretativa delle Norme tecniche è stato avviato proprio sotto la presidenza di Musci. L'impasse è stata sostanzialmente risolta con la rimozione del presidente e con il ritorno del presidente reggente (ormai storico), Massimo Sessa. Al momento, guardando il portale del ministero delle Infrastrutture, Sessa risulta sempre alla guida del Consiglio.

A diversi mesi da questa vicenda, comunque, la situazione appare ancora lontana da una soluzione. La partita della guida del Consiglio superiore non pare nei radar del ministro Delrio. Lo testimonia anche l'avanzamento delle Norme tecniche per le costruzioni. In attesa dei pareri degli altri ministeri, il loro percorso pare ancora accidentato. In mancanza di indicazioni chiare di Porta Pia, il rischio che si impantanino pare concreto. Anche perché il nuovo ministro non si è mai espresso su alcune questioni relative alle Ntc che, al momento della loro approvazione, avevano destato polemica.


© RIPRODUZIONE RISERVATA