Lavori Pubblici

Panzarella (Feneal-Uil): il contratto dell'edilizia viene eluso per tagliare i costi

Massimo Frontera

Il segretario generale della Feneal-Uil indica la soluzione del "contratto di cantiere" come antidoto all'utilizzo in cantiere di lavoratori con contratti diversi da quello dell'edilizia

«Quando abbiamo preso i dati sugli iscritti alle casse edili dal 2008 a oggi e li abbiamo confrontati ai dati Istat ci siamo resi conto che mentre gli addetti nell'edilizia sono calati del 28,5% le iscrizioni alle casse edili sono calate del 44,8 per cento. Abbiamo fatto questo studio e abbiamo lanciato l'allarme».
Vito Panzarella, segretario generale della Feneal-Uil è fortemente preoccupato per quella che giudica una «deriva pericolosa» nell'edilizia (e non solo).
«Ormai i contratti sono alla carta - prosegue Panzarella. - Sta passando un principio pericoloso: che in cantiere si possono trovare operai con contratti diversi che fanno lavori simili. E siccome il contratto degli edili costa molto più degli altri, ecco il proliferare di contratti dell'agricoltura per le imprese che fanno movimento terra, contratti dei metalmeccanici per chi fa gli impianti. E così via».

Segretario Panzarella. Ma le imprese si muovono nella legalità oppure si tratta di una elusione perseguibile?
Il problema è che non c'è una norma che sbarra la strada in modo chiaro all'uso improprio nel cantiere dei contratti diversi dall'edilizia. Le imprese percorrono strade legali perché non ci sono normative certe. Per cui è possibile agire in modo indiretto, per esempio attraverso il subappalto. Oppure: una impresa edile crea una serie di società specializzate in diverse lavorazioni che vengono eseguite da addetti con contratti diversi. Tutto legale, ma fino a un certo punto. È una deriva di un liberismo senza regole. Va bene che il mondo cambia, ma ci deve essere un punto di equilibrio tra modernizzazione e tutela dei lavoratori. Alla lunga questo non aiuta.

Le viene in mente qualche caso limite?
Ma basta guardare all'Expo che, come è noto, è stato uno dei cantieri più controllati del mondo. Se noi prendiamo i dati dei lavoratori nei cantieri dell'Expo troviamo che su 100 addetti, solo il 20% aveva il contratto degli edili. Tutti gli altri avevano contratti diversi. Ma guardi che la deriva che sta avvenendo nelle costruzioni sta contagiando anche altri settori. Sempre con riferimento all'Expo, sono state create apposite società che fanno lavorare tante persone con il contratto dei servizi per non dover applicare il contratto del commercio.
Il 4 dicembre prossimo presenteremo a Pavia un approfondimento sulla situazione di quel territorio. A Pavia la situazione è veramente grave: il contratto degli edili rischia di andare in pensione.

Avete in mente una soluzione?
Penso che la prima cosa sia di fare uno studio molto più approfondito della situazione, da condividere con le controparti perché anche l'Ance è giustamente preoccupata di questa deriva. Poi dobbiamo parlare con i ministeri perché non abbiamo strumenti legislativi che aiutano. Bisogna trovare una soluzione. Un punto di equilibrio potrebbe essere quello del "contratto di cantiere": tutti quelli che lavorano nel cantiere, indipendentemente dal contratto che utilizzano, devono assicurare determinate garanzie su sicurezza, certificazione, formazione. Il disegno di un contratto unico di cantiere è uno dei temi chiave da affrontare per riequilibrare le asimmetrie competitive in termini di costo.


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