Lavori Pubblici

Istat, cresce la fiducia nelle imprese di costruzioni a novembre ma peggiorano le attese sull'occupazione

Al. Le.

Nell'edilizia migliorano i giudizi sugli ordini e sui piani di costruzione

Torna la fiducia nelle imprese dell'edilizia. Lo certifica l'Istat nel monitoraggio di novembre.
L'indice dei consumatori, espresso in base 200=100, aumenta a 118,4 da 117,0 del mese precedente. L'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator) in base 2010=100, mostra una sostanziale stazionarietà (107,1, da 107,0 di ottobre).
Gli indicatori prodotti risentono solo in minima parte dei fatti eccezionalmente gravi avvenuti intorno alla metà del mese, in quanto il periodo di rilevazione dei dati è concentrato nei primi 15 giorni.
Tutte le stime delle componenti del clima di fiducia dei consumatori aumentano, con un incremento maggiore per quella economica (a 158,3 da 153,3) e più contenuto per quella personale (a 105 da 103,9), per quella corrente (a 111,6 da 109,3) e per quella futura (a 128 da 127,2).

Migliorano le stime sia dei giudizi sia delle attese sull'attuale situazione economica del Paese (a -20 da -31 e a 31 da 28, i rispettivi saldi). I giudizi sui prezzi nei passati 12 mesi restano al livello di ottobre (a -19). Quanto alle attese sui prezzi nei prossimi 12 mesi, il saldo passa a -20 da -23. Diminuiscono le attese di disoccupazione (a -8 da -3).

Riguardo le imprese, il clima di fiducia cresce nelle costruzioni (a 121,4 da 119,8) e, più lievemente, nei servizi di mercato (a 113,7 da 113,1), mentre scende nella manifattura (a 104,6 da 105,7) e nel commercio al dettaglio (a 115,0 da 116,3).
Nelle imprese manifatturiere peggiorano sia i giudizi sugli ordini (a -11 da -10 il saldo) sia le attese sulla produzione (a 13 da 14), mentre i giudizi sulle scorte rimangono stabili (a 3). Nelle costruzioni migliorano i giudizi sugli ordini o piani di costruzione (a -29 da -35, il saldo) ma peggiorano le attese sull'occupazione (a -11 da -7).

Nei servizi di mercato crescono le attese sugli ordini, (a 9 da 4), ma si contraggono i giudizi sugli ordini (a 4 da 7) e restano stabili (a 27) le attese sull'andamento generale dell'economia. Nel commercio al dettaglio migliorano i giudizi sulle vendite correnti (a 32 da 24) e peggiorano sensibilmente le attese sulle vendite future (a 24 da 40); in ulteriore decumulo sono giudicate le scorte di magazzino (a 3 da 7).


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