Lavori Pubblici

Riforma appalti, Esposito: «Prevedo tempi molto brevi, la prossima settimana saremo pronti per l'Aula»

Giuseppe Latour

L'unica incognita, in questa fase, è rappresentata dalla questione dei lavori in house delle concessionarie

Tempi brevissimi. La riforma degli appalti sarà chiusa la prossima settimana in commissione Lavori pubblici al Senato, per poi passare in Aula. E, legge di Stabilità permettendo, completare definitivamente il suo percorso. È quanto spiega Stefano Esposito, relatore del testo già nella prima fase di lavori parlamentari. Anche se, sui prossimi giorni, pende l'incognita della norma sui lavori in house delle concessionarie: il Movimento 5 stelle punta a qualche ulteriore ritocco, per riportare la percentuale di lavori da appaltare all'esterno fino al 100 per cento.

Partiamo dal calendario. «Prevedo tempi molto brevi – dice Esposito -. Questa settimana andiamo in commissione e io sono per licenziarla velocemente e senza modifiche». Il testo è appena arrivato dalla Camera ed è stato assegnato alla commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama. «Domani abbiamo la prima riunione di commissione. Penso fisseremo subito il termine per gli emendamenti e, se non ci sono intoppi, la prossima settimana saremo pronti per l'Aula».

Una volta arrivati in Aula, i giochi si complicano perché il testo finirà in un imbuto di diversi altri provvedimenti in discussione prima della fine dell'anno. «Si tratta di capire quale sarà la calendarizzazione. Tutto dipende dalle decisioni del presidente Grasso». C'è anche il pericoloso intreccio con la legge di Stabilità da tenere in considerazione: tornerà a Palazzo Madama per un'altra lettura e non è escluso che possano servire modifiche ulteriori. «Comunque, penso che ce la faremo per fine anno – dice Esposito –. Si tratta di una discussione che possiamo chiudere in un giorno e mezzo».

L'unica incognita, in questa fase, è rappresentata dalla questione dei lavori in house delle concessionarie. Dopo che il Senato aveva deciso di appaltare tutti i lavori maturati nel perimetro della concessione fuori dalle società in house, la Camera ha ammorbidito la cura di mercato a carico delle concessionarie, riportando la percentuale di appalti esterni all'80 per cento. Resta un 20% di lavori che le società potranno gestire come credono. I 5 Stelle vorrebbero ritornare alla versione più dura del Senato. Anche se la posizione del Pd punta a evitare ulteriori faticose trattative: la delega va chiusa e, adesso, bisogna pensare ai decreti attuativi.

Per Esposito, comunque, il giudizio sul testo uscito dalla Camera è «sostanzialmente positivo». Soprattutto, «è stato fatto questo passo in più sulla legge Obiettivo che giudico molto importante. Mi pare siano arrivati molti miglioramenti». Alcune mediazioni ci sono state, «come questa sulle concessioni autostradali, ma era nelle cose».
Discorso simile sulla centralizzazione delle stazioni appaltanti. «Io l'ho sempre detto: o si segue la linea dura e si taglia in maniera drastica il numero di centri di spesa, oppure si rischia di incidere poco. Comunque, la Camera ha modificato la nostra versione ma non mi pare abbia fatto danni». Ora, resta da capire cose succederà in fase di attuazione. Conclude Esposito: «Siamo fiduciosi, perché la commissione di Palazzo Chigi è composta da persone con grande esperienza. Il meccanismo del doppio parere parlamentare, comunque, ci consente di intervenire per tempo, qualora ce ne fosse bisogno».


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