Lavori Pubblici

Speciale Classifiche: utili in calo per costruttori, imprese dell'indotto e impiantistica

Aldo Norsa

I bilanci dei primi 50 gruppi e delle prime 100 imprese in tutti i comparti dell'edilizia. Fatturato stabile, migliorano i dati finanziari

«Speciale Classifiche» a cura di Aldo Norsa (con dati elaborati da Stefano Vecchiarino, Guamari), come ogni anni in esclusiva per gli abbonati a «Edilizia e Territorio» e all'omonimo quotidiano digitale del Sole 24 Ore. Nello speciale le tabelle complete delle holding, dei primi 50 gruppi nelle costruzioni e le prime 50 imprese di costruzione; e poi la Top 50 gruppi dei produtori (per l'edilizia), la Top 100 imprese di produzione; e infine la Top 50 e la Top 100 tra le imprese di impiantistica/ingegneria.

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LE HOLDING

Nel 2014 le società di partecipazioni migliorano tutti gli indici a partire dal fatturato (più 4,6%), passando per ebitda ed ebit (più 9,4% e più 25,7%) finendo con l'utile netto (addirittura più 71,5%). Anche la situazione finanziario-patrimoniale, seppur in modo meno eclatante, è positiva: il patrimonio netto cresce del 4,2% e l'indebitamento si riduce dell'1,7%. Di conseguenza sono ottimi sia il rapporto debt equity (0,46) sia pfn/ebitda (2,03).



LE COSTRUZIONI

Le imprese di costruzioni mostrano andamenti discordanti a seconda che si tratti dei primi 50 gruppi o delle 100 imprese singole. Se in entrambi i casi i fatturati sono in crescita (più 7,7% per le top 50 e più 8,8% per le top 100), per il resto dei dati si notano decisi miglioramenti a livello consolidato contro una situazione più deficitaria a livello civilistico. I gruppi mostrano ebitda ed ebit rispettivamente cresciuti dell'11,1% e del 33,3% e utili quasi nove volte maggiori a quelli risicati del 2013.

Le imprese singole invece vedono l'ebitda scendere dell'1,6%, l'ebit stabile (più 0,2%) e il risultato netto in calo del 20,2%.

Anche lo stato patrimoniale mostra dati opposti: migliorano indebitamento (meno 4,7%) e patrimonio (più 9,3%) dei gruppi, peggiorano quelli delle imprese (più 12,7% i debiti, meno 2,3% il capitale). In entrambi i casi i rapporti restano però virtuosi: i debt equity valgono 0,75 e 0,86, i pfn/ebitda 2,67 e 3,93.



LA PRODUZIONE

I bilanci consolidati e civilistici dei produttori sono più in linea discostandosi solo per quanto riguarda i risultati netti (più 27,8% nei gruppi e meno 14,8% nelle società). Le cifre d'affari mostrano in entrambi i casi leggere contrazioni: nei top 50 meno 0,6%, nelle top 100 meno 2,9%. Ebitda ed ebit sono in entrambi i casi in crescita: il primo aumenta del 6,4% nei consolidati e del 7,2% nei civilistici; il secondo del 27,2% nei gruppi e del 45,1% nelle società singole. Il miglioramento si nota anche a livello finanziario-patrimoniale: gli indebitamenti si riducono dell'4,5% e del 4,7%, mentre i capitali salgono del 2,6% e del 5,1%. Le top 100 mostrano un rapporto di pfn/ebitda leggermente sopra la soglia di guardia (4,12) mentre gli altri rapporti di top 50 e 100 sono ampiamente sotto controllo.



INGEGNERIA/IMPIANTI

In questo macrosettore l'andamento a livello consolidato e civilistico è discordante. Il fatturato dei gruppi sale del 6,7%, quello delle singole società è stabile (più 0,6%).

In entrambi i casi l'ebitda sale e l'ebit scende ma l'andamento è molto più marcato nei bilanci consolidati: più 16,9% e meno 30,2%, contro i più 2,5% e meno 12,8% civilistici. I gruppi aumentano l'utile netto (più 16,8%) mentre le società lo riducono (meno 38,3%). L'indebitamento migliora nelle 50 del 3,9%, nelle 100 del 27,3% mentre i patrimoni calano rispettivamente dell'1,7% e dell'1%. Entrambi i rapporti (debt equity e pfn/ebitda) sono virtuosi sia a livello consolidato (0,89 e 2,65) che civilistico (0,48 e 3,09).


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