Lavori Pubblici

Passante di Bologna, ecco perché Comuni e Regione hanno bocciato il progetto

Franco Tanel

L'assessore Raffaele Donini: «Elevato impatto sul territorio e poche opere complementari. Puntiamo sulle terze corsie»

Il Passante Nord di Bologna, l'anello autostradale che avrebbe dovuto scavalcare il nodo di Bologna, oramai vicino al collasso, non si farà più. La notizia è giunta quasi come un fulmine a ciel sereno qualche giorno fa, per voce del sindaco di Bologna e della Città Metropolitana Virginio Merola. Ritorna così in campo l'ipotesi di realizzare un ampliamento dell'attuale tracciato urbano di autostrada e tangenziale (nella foto) per portare entrambe le infrastrutture a 3 corsie + emergenza per senso di marcia.

Seppure con qualche distinguo (anche interno ai vari schieramenti) praticamente tutte le forze politiche approvano lo stop al Passante, mentre all'opposto Confindustria Bologna attacca duramente la decisione bollandola (queste le parole del suo presidente Maurizio Marchesini) come «scelta dettata da logiche politiche ed elettorali».
Autostrade per l'Italia, invece, concessionaria dell'attuale tangenziale di Bologna e del tratto urbano della A14 (che corrono parallele), preferisce per ora non fare alcun commento.

È dalla metà degli anni '80 che si ragiona su come superare l'imbuto bolognese, un nodo fondamentale per tutta la viabilità italiana. Dal 2003, quando furono scartati sia l'ipotesi del potenziamento della sede attuale sia quella di un Passante Sud, le proposte si sono concentrate sul percorso a nord della città.
L'ultimo progetto, depositato da Autostrade lo scorso ottobre prevede un tracciato lungo 37,8 km che si sviluppa ad ovest da Lavino di Mezzo, frazione di Anzola Emilia, interseca la A13 Padova Bologna all'altezza dell'uscita per l'Interporto, e si riconnette all'attuale tracciato ad est in località Ponte Rizzoli nel comune di Ozzano Emilia. Il costo previsto è di 1.280 milioni di euro, dei quali circa 155 per gli espropri dei terreni prevalentemente agricoli necessari con 10 anni di lavori.
L'opera non è esplicitamente citata nella convenzione unica con Aspi del 2007 ma nella convenzione c'è una voce "Altri investimenti", per un massimo di 1.300 milioni di euro, con opere da concordare tra Ministero delle Infrastrrutture e Aspi (e da ratificare con decreto Mit), voce all'interno della quale si è sempre pensato in questi anni di far inserire il Passante. Per anni c'è statopoi l'ostacolo dell'Unione Europea, inizialmente propensa a considerare il Passante una nuova autostrada e dunque da affidare con una procedura ad evidenza pubblica, ma la Commissione con nota del 2010 ha invece aperto alla possibilità di affidarla direttamente ad Aspi, purché però i lavori siano affidati interamente con gare europee.

La situazione sembrava sbloccata con l'accordo del luglo 2014 . Così spiega l'assessore della Regione Emilia Romagna Raffaele Donini :«Partiamo dal fatto che abbiamo sottoscritto, nel luglio 2014, un accordo interistituzionale tra Governo, Regione, Comune di Bologna, Provincia e Autostrade per l'Italia che confermava la realizzazione del Passante Nord con un investimento di 1.280 milioni di euro avendo come tracciato di riferimento l'ultima versione del 2014, quella di circa 38 km. In base a questo accordo entro il luglio di quest'anno Autostrade doveva elaborare un progetto preliminare che fosse condiviso da tutti i firmatari dell'accordo, progetto al quale doveva seguire un progetto definitivo, da sottoporre a procedura di VIA nazionale».

Non un dettaglio perchè la VIA richiede che siano valutate anche soluzioni alternative. E l'assessore continua: «Il progetto non ci soddisfa per il tracciato scelto che non accoglie le richieste dei comuni, per le soluzioni di "banalizzazione" cioè di uso promiscuo tangenziale-autostrada del tratto urbano proposte e perché non c'è traccia delle opere stradali di adduzione al nuovo tracciato: quindi non siamo nelle condizioni di condividere questo progetto. Secondo noi non ha senso proseguire l'iter rimandando alla VIA l'analisi di altre soluzioni, e proponiamo invece di analizzare subito le possibili alternative. All'inizio della prossima settimana invieremo al Ministero una richiesta formale in questo senso».

L'assessore precisa di non considerare Autostrade una controparte e di apprezzare il lavoro svolto, ma ritiene, insieme a molti amministratori locali e allo stesso sindaco di Bologna che le criticità emerse rendano il progetto poco difendibile: l'impatto sul territorio e i costi sono significativi, i tempi di realizzazione lunghi. «Chiediamo di valutare concretamente costi e benefici di un ampliamento a 3 corsie per ogni senso di marcia sia della tangenziale che dell'autostrada nella sede attuale - spiega l'assessore Donini - una ipotesi già fatta in passato che ha il vantaggio di costare meno (secondo il comitato che da anni si batte per questa soluzione circa 600-700 milioni di euro, ndr) che si può realizzare per stralci funzionali e non consuma territorio, potendo sfruttare gli spazi occupati oggi dalle scarpate del tracciato».

Il sindaco di Bologna Virginio Merola si è spinto oltre, ipotizzando di utilizzare i soldi risparmiati per realizzare una tramvia che dalla stazione arrivi al Centro Agroalimentare di Bologna: solo una suggestione, perchè i 1.280 milioni sono di Autostrade, che è società privata, e non sono vincolati nella convenzione neppure alla realizzazione del Passante di Bologna, ma solo di «Altri interventi» sulla rete di Aspi, da concorddare con il MIt.

Rimane da capire cosa ne pensano gli abitanti dei quartieri di Bologna che speravano di vedere allontanata la morsa del traffico e che invece rischiano il raddoppio. «Adesso transitano, tra autostrada e tangenziale, 150 mila veicoli al giorno e ci sono tratti che sono catalogati in classe E, cioè code frequenti ed altri addirittura in F, che equivale a collasso della circolazione - ragiona Donini - Con l'ampliamento il traffico sarà più scorrevole e quindi meno inquinante, inoltre come è già stato fatto in alcuni tratti il tracciato sarà praticamente "incapsulato" con barriere contro il rumore e l'inquinamento. Però non abbiamo già deciso, dobbiamo valutare anche questa ipotesi. Solo una cosa posso assicurare: non sarà una soluzione tampone, vogliamo arrivare alla soluzione definitiva».

Certo non sarà facile gestire il consenso della popolazione su nessuna delle due ipotesi in campo. E c'è chi di fronte a queste incertezze, immagina che la soluzione potrà venire solo dalla nomina di un Commissario Straordinario come accaduto per il Passante di Mestre. Ipotesi naturalmente, che nessuno ufficialmente considera.


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