Lavori Pubblici

Appalti centralizzati, doccia fredda per Asmel: niente nuove gare fino alla nuova pronuncia del Tar Lazio

Mauro Salerno

Il Consiglio di Stato risponde al ricorso di Cantone: la sospensiva del provvedimento Anac che boccia il consorzio vale solo per le gare in corso

Ancora una doccia fredda per Asmel, rete cui aderiscono 2017 enti locali, che offre anche servizi di centrale appalti attraverso la piattaforma Asmecomm.

Il ruolo di Asmel come centrale appalti è al centro di un braccio di ferro con l'Anac guidata da Raffaele Cantone che ha bocciato la richiesta del consorzio di far parte dei 35 soggetti aggregatori che dovranno occuparsi di raccogliere gli appalti dei piccoli enti (ai sensi dell'articolo 33, comma 3-bis del codice degli appalti). Il provvedimento di Cantone è stato impugnato da Asmel. In prima battuta il Tar Lazio ha dato ragione all'Anac . Mentre il Consiglio di Stato a settembre ha sostanzialmente riaperto la partita, sospendendo l'efficacia della bocciatura di Cantone e chiedendo al Tar Lazio di pronunciarsi di nuovo nel merito della questione, una volta scaduta la proroga che ha congelato l'obbligo di servirsi delle centrali di appalto per i comuni non capoluogo (termine scaduto il primo novembre).

Ieri è stata diffusa l'ordinanza con cui il Consiglio di Stato ha risposto al ricorso proposto da Cantone («ricorso per ottemperanza») per chiarire nel dettaglio i termini di esecuzione della sentenza. La richiesta dell'Anac: specificare se la sospensiva concessa da Palazzo Spada vale per le gare in corso al momento della pronuncia o anche per le nuove (e successive) gare promosse da Asmel.

Con l'ordinanza depositata ieri Palazzo Spada ha specificato «che la sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato dell'Autorità ha avuto ad oggetto esclusivamente la sua incidenza sulle procedure di gara in corso e non anche sulla futura attività amministrativa di Asmel, che rimane regolata dal suddetto provvedimento nelle more della decisione nel merito della controversia». Un dispositivo che salva le vecchie gare del consorzio, ma allo stesso tempo, blocca la possibilità di gestire nuove procedure per conto dei comuni fino alla nuova pronuncia del Tar Lazio, fissata per il 2 dicembre.


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