Lavori Pubblici

Legge di Stabilità 2016, più vicine le gare Consip per gli appalti di lavori

Mauro Salerno

La manovra di bilancio autorizza la centrale acquisti del ministero dell'Economia a occuparsi anche di manutenzioni

Una convenzione Consip per garantire la manutenzione delle strade gestite da più comuni all'interno di una stessa provincia. Oppure un accordo quadro per "tappare" tutte le buche lungo i percorsi di una grande città, come Roma o Milano. Senza contare tutti gli interventi edili possibili sugli immobili di proprietà pubblica.
Si fa sempre più vicino il debutto della Consip nei lavori pubblici. Un punto di arrivo in qualche modo già tracciato dalla spinta degli ultimi governi ad accorpare quanto più possibile i centri di spesa, nel tentativo di arginare gli sprechi. Ora la misura si apre un primo varco concreto nella legge di Stabilità.

Nel provvedimento, cui il governo ha lavorato fino alla fine della settimana scorsa, compare infatti un comma che autorizza la centrale acquisti controllata dal ministero dell'Economia a occuparsi anche di attività di manutenzione, attraverso gli strumenti di acquisto - dalle convenzioni agli accordi quadro - a disposizione delle amministrazioni.

Non che finora la Consip non si sia mai occupata di questo tipo di interventi. Anzi. Tra le soluzioni più gettonate c'è proprio lo svolgimento di servizi collegati al funzionamento degli immobili: dalle pulizie fino alla gestione degli impianti. Finora però Consip non si è mai occupata solamente di lavori. Al contrario, gli interventi di gestione degli impianti degli edifici sono sempre stati inseriti all'interno di un range di attività più ampio che include anche attività di pulizia o gestione del calore. Insomma, fino a questo momento i confini sono stati chiari: ok alle attività miste, in cui la parte di manutenzione qualificabile come lavoro risulta minoritaria, ma mai maxi-gare per la gestione di cantieri tout court .

Ora invece questi paletti potrebbero saltare. A dire il vero la formula inserita nell'ultima versione della legge di Stabilità lascia più di uno spazio alle interpretazioni. Il riferimento alle «manutenzioni», senza nessun'altra specificazione, appare però più chiaro se letto alla luce della formulazione che la norma ha mantenuto fino a poco prima dell'approvazione definitiva. Nelle prime bozze del provvedimento di bilancio si parlava infatti apertamente di «manutenzioni qualificabili come lavori pubblici». Insomma l'intenzione del governo di gettare la Consip nella mischia dei cantieri per provare ad aggredire una delle principali voci di spesa del bilancio pubblico appariva in modo molto più netto. L'intenzione però, rimane quella.

D'altra parte, senza lo sguardo rivolto alle attività edili l'autorizzazione ad occuparsi di «manutenzioni» perderebbe di senso, visto che questo tipo di attività compare già nel perimetro di attività gestite dalla società controllata dal Mef. Certo, quando si parla di cantieri bisogna pensare ad attività con un certo carattere di standardizzazione. Difficile che un intervento che includa un importante contributo di progettazione possa essere gestito attraverso gli strumenti di acquisto telematico tipici della Consip. Da questo punto di vista, però, nulla sembra però vietare la possibilità di una gara Consip per affidare la manutenzione delle pavimentazioni stradali di un comune o di un territorio ancora più vasto. Tanto più alla luce del vuoto lasciato dalle province in questo campo.
Ancora più spazio ci sarebbe nella manutenzione degli uffici pubblici, un settore ben noto alla società del ministero dell'Economia.

Per rendersi conto del possibile campo di azione basta guardare i dati. A oggi, attraverso le convenzioni relative agli appalti di «facility management» per gli uffici pubblici (servizi integrati agli immobili, dalle pulizie alla gestione del calore), Consip ha gestito 3.300 contratti per un controvalore di 3,8 miliardi di euro. Mentre è è ancora in corso la gara «Facility Management 4», del valore di 2,7 miliardi, che andrà ad aggiudicare una nuova convenzione, valida per i tre anni successivi all'attivazione. In corso anche le gare per aggiudicare la prima edizione di nuove convenzioni nel settore della gestione degli immobili, ritagliate sul fabbisogno specifico di alcune categorie di amministrazioni. Tra queste una nuova gara di facility management per i Beni culturali dal valore di 650 milioni.
Insomma lo spazio c'è. Magari ora verrà anche colmato.


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