Lavori Pubblici

Art-bonus: da Prato a Cinisello Balsamo, da Jesi a Lecce. Ecco come trovare i soldi per restaurare i monumenti

Massimo Frontera

Piccoli e grandi città, fondazioni, grandi banche, semplici cittadini. Ecco come fare per attrarre i nuovi mecenati, grazie alla maxi-detrazione fiscale

Mantova, Bergamo, Roma, Verona, ma anche Jesi, Cinisello Balsamo, Lecce, Firenze e tanti altri piccoli e grandi centri urbani. È l’Italia dell’Art-bonus. L’agevolazione che consente a imprese e persone fisiche di detrarre dal reddito il 65% delle donazioni liberali date a favore di un ente o un progetto di restauro promette di liberare un complesso di energie positive, mettendo in moto una sana competizione tra enti locali per attrarre finanziamenti a tutto campo: dal singolo cittadino alla fondazione, dall’impresa alla grande banca.
La stabilizzazione - al 65% - della detrazione introdotta nel 2014, promette di ampliare significativamente gli effetti della misura. Da questa possibilità che, grazie al pressing del ministro Dario Franceschini, è stata estesa e - soprattutto - resa permanente, si attendono positivi effetti in termini di gettito proveniente da cittadini e imprese. «Non ci sono limiti alle erogazioni», ha sottolineato Franceschini -: «anche chi dona un euro potrà detrarre 65 centesimi».
Un “assaggio” di quello che succederà è stato offerto giovedì scorso a Roma, dove è stato presentato un bilancio dell’attività legata all’Art-bonus, a cura di Arcus, la società controllata dall’Economia e vigilata dal Mibac. Sono in tutto 272 gli interventi finora censiti. Una lista in cui non è tuttavia possibile distinguere tra interventi conclusi, avviati o, semplicemente, allo stadio di idea o proposta.

La «chiamata alle arti!» del Comune di Prato
Il Comune toscano ha raccolto la sfida del restauro con l’Art-bonus, facendone una occasione di partecipazione all’insegna dello slogan «chiamata alle arti!». L’amministrazione ha promosso tre serate aperte alla cittadinanza per presentare tre progetti di restauro e valorizzazione. Saranno i cittadini a scegliere l’edificio da restaurare, decidendo di puntare su palazzo Gamberini, su Palazzo Martini oppure sul recupero delle facciate del Castello dell'Imperatore e il completamento del percorso espositivo del museo di Palazzo Pretorio e il restauro dell'edificio Monte dei Pegni. Giovedì sera c’è stata la prima serata aperta al pubblico. Una volta scelto il progetto, il comune, avvierà la raccolta dei fondi e preparerà il progetto di recupero.

Cinisello Balsamo, dal restauro di Villa Ghirlanda il riscatto della città
Cinisello Balsamo è la città con il reddito medio più basso della Lombardia e fa fatica a scrollarsi di dosso l’etichetta di periferia milanese che gli è stata appiccicata addosso. Villa Ghirlanda Silva è l’unico complesso di pregio di Cinisello, motivo di vanto e orgoglio di tutta la città. È il “salotto buono” che viene utilizzato per tutto, dalle occasioni istituzionali ai matrimoni. A Villa Ghirlanda sono stati scoperti affreschi del Seicento che vale la pena di recuperare, e anche rapidamente, per evitare ammaloramenti irreparabili. Ma servono 166mila euro che il comune non ha. «Abbiamo pensato all’Art-bonus - dice il sindaco Siria Trezzi - non solo per trovare i fondi ma anche per coinvolgere la cittadinanza: abbiamo fatto capire che chiunque poteva essere protagonista del rilancio della cosa più bella di Cinisello Balsamo». Il crowdfunding ha così finito per incarnare un riscatto dell’intera cittadinanza nei confronti di un’opinione esterna abituata a guardare Cinisello dall’alto in basso. Lo slogan (che è anche la causale del bonifico per i mecenati) è «riveliamo il passato per dargli un futuro». Finora sono stati raccolti 32.500 euro.

A Lecce il Fai si mobilita per l'Abbazia di Santa Maria di Cerrate
Se a Cinesello Balsamo il sostegno al progetto parte dai cittadini, a Lecce è accaduto l’opposto. In questo caso la promozione è stata fatta dal Fai, il Fondo per l’Ambiente Italiano. A raccontare la storia è Sofia Bosco, direttore della sede di Roma dei rapporti istituzionali del Fai. Il complesso del XII secolo non è solo uno splendido luogo che vanta addirittura origini leggendarie, ma è anche stato - e in parte è ancora - un centro agricolo molto attivo e relativamente industrializzato per l’epoca, con stalle e frantoi ipogei. È circondato da cinque ettari di terreno. Per rimettere in sesto il complesso preso in cura dal Fai servono cinque distinte operazioni di restauro, per 2,9 milioni di euro in totale. Finora, con l’Art-bonus sono stati donati 164.500 euro. Curiosamente, il sostegno al progetto di recupero non è partito dal territorio. «I soldi per l’Abbazia di Cerrate sono arrivati da tutte le parti d’Italia ma non dalla Puglia», riferisce Sofia Bosco. «È importante che ci siano bei progetti - sottolinea - perché ci sono tantissimi italiani che non sono del Sud ma che sono pronti a dare aiuti a progetti nel Sud»».

A Jesi 12 restauri con l’Art-bonus
La cittadina marchigiana di Jesi punta molto sull’Art-bonus, al punto che ha messo in vetrina ben 12 interventi. Dopo la prima positiva esperienza - che ha consentito di raccogliere tutti i 19.610 euro necessari a restaurare una deposizione di Lorenzo Lotto custodita nella Pinacoteca civica - l’ente locale ha individuato altre operazioni di piccolo o piccolissimo importo, alla portata di tutte le tasche. Al punto che il restauro dello scudo cantonale del XV del Palazzo della Signoria è stato offerto interamente da un unico cittadino, Andrea Gambadori, che ha sborsato i 2.196 euro necessari solo per fare un regalo concreto alla sua città.

L’arena di Verona, offerta “pesante” di Unicredit
Passando da Jesi a Verona si sale decisamente di scala. Unicredit ha voluto legare il suo nome al recupero dell’Arena di Verona, per la quale ha sborsato 14 milioni di euro, per metà versati dalla banca e per metà dalla Fondazione. I lavori stanno per iniziare.

Le sale degli Uffizi finanziate da Ferragamo
Anche a Firenze il mecenatismo vede in campo nomi di grande notorietà. La Fondazione Ferragamo ha finanziato con 600mila euro la sistemazione di otto sale (25-32) di quel cantiere permanente che sono i Nuovi Uffizi. La donazione ha consentito la sistemazione delle sale che ospitano ora le opere della seconda metà del Quattrocento fiorentino. L’intervento (limitato a sistemazioni impiantistiche) è stato già completato. Le nuove sale sono accessibili al pubblico dal 14 settembre scorso.

Bergamo cerca fondi e sponsor per il teatro Donizetti
A Bergamo il restauro generale del teatro Gaetano Donizetti è stato “messo in sicurezza” affidando l’incarico dell’operazione alla Fondazione omonima. In questo modo, si è voluta garantire una continuità al progetto indipendentemente da eventuali avvicendamenti dell’amministrazione cittadina. Servono oltre 18 milioni di euro per mettere a norma lo stabile, recuperare e rinnovare gli arredi, ammodernare la macchina scenica. Finora una risposta positiva è arrivata da ordini professionali (notai, commercialisti, medici) e camera di commercio, che hanno donato oltre 3,6 milioni di euro.

Mantova coinvolge le imprese per i restauri
Per cercare fondi, la città di Mantova è andata a bussare alla porta del tessuto imprenditoriale della città, ha raccontato il sindaco Mattia Palazzi. Le iniziative individuate sono state presentate nella locale sede di Confindustria mettendo sul piatto gli interventi più importanti. Sono tre gli interventi sui quali è stato chiesto aiuto ai mecenati. Il primo (già finanziato interamente) prevede la sistemazione dell’orologio della Torre di Palazzo della Ragione. Poi c’è la sistemazione della Torre della Gabbia, un manufatto del XIII secolo. L’obiettivo è renderlo fruibile a cittadini e turisti, per poter godere di un panorama esclusivo sulla città: da un belvedere alto ben 55 metri. Il terzo intervento in lista riguarda il gioiello della città: Palazzo Te, dove servono 800mila euro per restaurare la facciata sulle Peschiere.

Torino mette in vetrina 14 beni da valorizzare

Anche Torino scommette moltissimo sull’Art-bonus, forse anche perché il sindaco della città è un convinto sostenitore della misura che ha contribuito a sviluppare in qualità di presidente dell’associazione nazionale dei Comuni. Sono addirittura 14 le iniziative in cerca di fondi per valorizzare monumenti, edifici o luoghi della città. Nessuno ha finora raggiunto l’obiettivo di raccolta, anzi molte iniziative attendono ancora che si faccia avanti il primo mecenate.


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