Lavori Pubblici

Inchiesta Anas/3. Il presidente Armani: «Subito licenziati i dirigenti coinvolti»

Alessandro Arona

La Accroglianò era stata giudicata «non adeguata» - Rosario Fuoco (Fit-Cisl): «Ora si faccia pulizia fino in fondo»

I dirigenti dell'Anas (Antonella Accroglianò, Oreste De Grossi e Sergio Serafino Lagrotteria) finiti nell'inchiesta che ha portato agli arresti del 22 ottobre «verranno licenziati senza indennizzo». Lo ha assicurato il presidente della società Gianni Vittorio Armani sottolineando che il procedimento nei loro confronti verrà avviato a brevissimo «seguendo tutte le procedure burocratiche per evitare di doverli riassumere».

LA VALUTAZIONE DEI MANAGER
Quanto a Antonella Accroglianò, definita dagli investigatori la dama nera, il presidente di Anas ha sottolineato che da una valutazione fatta da un'azienda esterna era risultata "persona non adeguata" per quel ruolo «evidentemente - ha detto - i criteri di selezione che sono stati adottati per metterla in quel posto, non rispondevano a criteri di managerialità».
La valutazione sulla Dama nera è stata fatta dalla Eric Salmon & Partner, una società esterna alla quale l'Anas ha affidato il compito di 'misurare' lo spessore dei manager aziendali. Le audizioni dei dirigenti sono tuttora in corso ma Accroglianò è stata sentita tra la fine di settembre e i primi di ottobre. «Non c'è stato il tempo di rimuoverla» dicono in Anas. Armani ha detto di aver incontrato una sola volta la dirigente arrestata.

CORRUZIONE ALL'ANAS
«Non so dire - ha detto Armani - se i flussi di denaro sono arrivati solo a lei o in maniera diffusa, sarà la procura ad accertarlo». Dunque non esclude che vi possano essere altri dirigenti coinvolti? «Io non escludo nulla - ha concluso - quello che posso fare è modificare l'assetto aziendale e tagliare i capi che non mi convincono. Ecco perché spero che l'azione di pulizia avvenga prima possibile».
«L'azienda - prosegue Armani - purtroppo non ha strumenti per scoprire la corruzione, servono intercettazioni telefoniche e ambientali che solo la procura può attivare. Da quanto emerso dall'inchiesta sembra che la corruzione sia stata su atti e procedure "normali", atti dovuti e non a contenuto discrezionale. Atti dunque che non necessariamente erano contrari alla legge e alle regole aziendali», e dunque potevano non destare sospetti.
«Io - dice Armani - ricevo decine di lettere anonime interne che segnalano malefatte. Su ognuna viene avviata una verifica, ma quasi mai porta ad accertare alcunché. Spesso le pratiche corruttive sono formalmente corrette, e la corruzione può nascondersi in ogni azione, dal cantoniere ai dirigenti. La Accroglianò, fra l'altro, svolgeva un ruolo abbastanza grigio, di "amministrazione dei lavori: verifica dei Sal, riconoscimento dei prezzari sui sal, qualche variante, espropri». A microfoni spenti lo staff del presidente spiega che probabilmente la "Dama nera" strappava mazzette anche millantando poteri che non aveva.

IL CONTENZIOSO
Armani ha ricordato il problema del maxi-contenzioso pregresso, parlando di «nove miliardidi euro di contenzioso» (finora aveva parlato di 5 miliardi di contenzioso "aperto", davanti al giudice, più 8 miliardi di riserve iscritte in corso d'opera). «È chiaro - ha detto il presidente - che avere tanti problemi aperti, tanti intoppi fonte poi di decisione discrezionale per sbloccarli è possibile fonte di corruzione. Il contenzioso va risolto, per me è una priorità. Fra l'altro pensiamo di avere ragione in quasi tutti i casi».

L'AIUTO DELLE PROCURE
«Ringrazio la procura di Roma e la Guardia di Finanza» ha detto Armani «confido nell'aiuto delle procure, spero che l'azione di pulizia avvenga prima possibile, prima fanno e meglio è per me e per l'Anas».

IL RINNOVAMENTO DEI DIRIGENTI
L'Anas non ha fatto abbastanza rinnovamento tra i dirigenti? I tre vecchi condirettori dei tempi di Ciucci hanno ancora ruoli dirigenziali rilevanti? «Io - risponde Armani - non ho elementi per giudicare le persone. Il ricambio è un obiettivo aziendale e lo stiamo operando, ma non vogli punire le persone, non ho elementi per farlo. Il punto è fare una rotazione di incarichi e modificare le regole di funzionamento e controllo».
Più avanti ha però aggiunto: «Io non ho elementi per scoprire la corruzione,
ma posso far ruotare e spostare i dirigenti, anche sulla base di sensazioni».
«Abbiamo avviato una rotazione fortissima delle persone» nei ruoli apicali - ha detto Armani - tanto che «più del 50% delle posizioni sono state cambiate e modificati 11 capi dipartimento su 19». Infine, si sta facendo una «azione di accompagnamento» all'uscita di una 15 di dirigenti: «ne abbiamo 196, francamente troppi».

CONTROLLI E ORGANIZZAZIONE
Armani ha sottolineato il rinnovamento da lui attuato nell'Organismo di vigilanza (Dlgs 231/2001), che ha il compito di «vigilare sul rispetto, l'adeguatezza e l'aggiornamento del modello organizzativo-gestionale e di controllo societario per la prevenzione dei reati». A capo dell'organismo è stato nominato il generale in congedo della Guardia di Finanza Umberto Fava, originario di Carinola, nel casertano, plurilaureato in facoltà economiche e giuridiche, abilitato all'esercizio della professione di dottore commercialista, iscritto al registro dei revisori contabili; è stato, tra l'altro, Comandante del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, Capo di Stato Maggiore del Comando Reparti Speciali delle Fiamme Gialle, sino a ricoprire l'incarico di Comandante Interregionale della Guardia di Finanza.
Gli altri membri sono l'avvocato Luigi Fischetti, originario di Foggia, lunga esperienza in materia penale e in particolare di reati contro la pubblica amministrazione, reati ambientali, finanziari, tributari e societari. E infine la responsabile dell'Audit di Anas, Gaetana Celico, come membro interno.

Armani ha poi sottolineato l'importanza di «aver separato i controllati dai controllanti. Ad esempio il settore acquisti dal settore legale, la progettazione dalla realizzazione lavori, dai collaudi». In questo modo - spiegano i suoi collaboratori - non ci sono più "centri di potere autonomi" come ai tempi delle tre condirizioni generali, ma invece molti più controlli incrociati, che rendono più difficile la corruzione e migliorano l'efficienza.

ANAS, FUOCO (Fit-Cisl): «SI FACCIA PULIZIA FINO IN FONDO»
«Apprendiamo con preoccupazione la notizia degli arresti per corruzione avvenuti ieri, che ha coinvolto dirigenti e funzionari Anas, imprenditori e politici», con queste parole Rosario Fuoco, Coordinatore nazionale della Fit-Cisl per l'Anas, commenta gli ultimi eventi che hanno riguardato l'azienda.
«Confidiamo nel lavoro della magistratura - prosegue Fuoco - e nella dichiarata partecipazione del Presidente dell'Anas a collaborare nelle indagini della Guardia di Finanza, per fare luce sulle malefatte nel mondo degli appalti delle opere pubbliche».
Aggiunge il Coordinatore nazionale: «La Fit auspica che il nuovo vertice aziendale, che ha già reagito sin dall'inizio del suo insediamento con decisione nella riorganizzazione interna, possa velocemente invertire la rotta e avviare definitivamente l'azienda a un nuovo corso.
Anas ha necessità di voltare pagina insieme ai tanti lavoratori che prestano la loro attività quotidiana con impegno, onestà e senso di appartenenza aziendale, e nel contempo arginare e debellare definitivamente ogni forma di illegalità».


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