Lavori Pubblici

Boom all'estero per Pizzarotti: ospedale da 700 milioni in Kuwait e commesse per 1,6 miliardi nel 2015

Giorgio Santilli

Pizzarotti cambia strategia di crescita e punta sull’estero. Nel 2016 previsto un fatturato fuori Italia per 600 milioni (contro i 240 del 2015)

Pizzarotti cambia strategia di crescita e punta sull’estero. Nel 2015 il gruppo ha acquisito nuove commesse oltre frontiera per quasi un miliardo cui si aggiunge ora l’ultimo successo da contrattualizzare entro fine anno: il Maternity Hospital di Kuwait City, dove Pizzarotti sta già realizzando l’ospedale Al Amiri. Si tratta di un megaprogetto da quasi 700 milioni acquisito come unica impresa. In tutto, a fine anno, saremo a 1,6 miliardi circa.

Pizzarotti - quarta nella classifica delle grandi imprese di costruzioni italiane - era stato fino a oggi l’unico fra i grandi contractor a mantenere una quota nettamente prevalente di fatturato nazionale sul totale. Negli ultimi dieci anni, il fatturato annuo medio all’estero era stato di 200 milioni di euro, salito a 240 nell’ultimo triennio: la quota era attestata fra il 20 e il 24 per cento. Ora il cambio di passo. Le acquisizioni realizzate nel 2015 consentiranno all’impresa quasi di triplicare il fatturato medio nei prossimi anni rispetto a questi valori storici: rispetto ai 325 milioni previsti per il 2015, che in questo senso è un vero e proprio anno di transizione, per il triennio 2016-2018 si attende un valore dell’ordine dei 600 milioni annui medi.

«Gli investimenti fatti e le energie spese per perseguire la strategia di internazionalizzazione e di espansione del mercato estero stanno portando i risultati sperati», commenta con soddisfazione l’impresa che dal giugno 2014 ha messo Giorgio Cassina nella posizione di amministratore delegato per l’estero.

Il processo di sviluppo all’estero è focalizzato, in funzione dei diversi tipi di mercato, su diversi tipi di opere, seguendo la tradizione dell’attività dell’impresa in Italia: infrastrutture (strade, ferrovie, gallerie), ma anche edilizia residenziale e ospedaliera, non di rado con il ricorso ad architetture di alta qualità, concessioni e real estate. In questa articolazione c’è una prima differenza sostanziale rispetto all’attività delle altre grandi imprese italiane che arrivano anche a quote dell’80-85% di estero sul fatturato italiano ma lo concentrano prevalentemente sulle grandi infrastrutture.

Altra peculiarità dell’espansione all’estero di Pizzarotti è quella di aver scelto alcune aree in cui espandersi attraverso partnership e joint venture «permanenti» con soci locali che possano portare valore aggiunto. Questo sforzo si concentra su quattro aree geografiche: Stati Uniti, con la concentrazione su New York; Principato di Monaco e Francia; Est Europa a partire dalla Russia, ma anche Romania, Polonia, Moldavia e Montenegro; Medio Oriente, in particolare Kuwait e Arabia Saudita.

A New York Pizzarotti sta realizzando in Borad Street un grattacielo di 70 piani e 300 metri che sarà il secondo per altezza del Financial district. Un valore di costruzione di 200 milioni ma l’impresa partecipa anche alla promozione immobiliare (che vale 500 milioni) con partener storici e il developper newyorkese Madison Equities.

Sempre a New York contratto di 70 milioni per la realizzazione della torre One Seaport e il complesso prestigioso del Jardim nel distretto del Chelsea, disegnato dall’architetto brasiliano Isay Weinfeld, per un valore di 60 milioni.

Nel 2015 Pizzarotti è anche entrata nel mercato francese con due lotti per la realizzazione della metropolitana di Parigi, oltre a partecipare ai consorzi di costruzione del grande progetto di estensione in mare del Principato con 6 ettari recuperati dalle acque. «Ma l’obiettivo principale nell’area è la partecipazione al progetto Grand Paris, l'anello della metropolitana parigina su cui Pizzarotti, unica impresa italiana, sta già lavorando.

Infine l’Est Europa. Il mercato storico della Pizzarotti nell’area è la Romania, dove sono in corso progetti ferroviari e autostradali, a cui si è aggiunto nel 2013 la Russia, dove Pizzarotti ha appena consegnato il prestigioso Museo Garage a Gorky Park e realizza un importante resort. Recentemente l’attenzione si è focalizzata anche su altri mercati, che hanno portato all'acquisizione di nuove commesse negli ultimi due mesi. In Polonia sono stati firmati tre contratti per la progettazione e realizzazione di tratte autostradali sulla S5, per un valore di circa 210 milioni.In Moldavia è stato firmato un contratto per la ristrutturazione della strada R16 per un valore di oltre 50 milioni di euro.

«Le soddisfazioni che ci derivano dai successi in vari mercati internazionali - dice Michele Pizzarotti, vicepresidente del Gruppo - non ci possono far dimenticare, tornando al nostro paese, che l'immobilismo della pubblica amministrazione sta comportando il mancato avvio di lavori già aggiudicati direttamente alla nostra impresa, in associazione con altre primarie realtà nazionali, pari a 10 miliardi di euro negli anni a venire, con un picco nel biennio 2018 2019. Questi lavori comporterebbero un impiego di nuovo personale pari a ben 18 mila occupati. Mi chiedo se sia sensato buttare all'aria o continuare a ritardare per inerzia un tale patrimonio di sviluppo del nostro pil e delle persone che sono pronte a crearlo con quotidiano sacrificio».


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