Lavori Pubblici

Realacci: con la riforma degli appalti la progettazione torna al centro del sistema

Giorgio Santilli

Il presidente della commissione Lavori pubblici della Camera: la norma che elimina gli obblighi di pubblicazione dei bandi di gara sui giornali va corretta. Presenterò in Aula un emendamento

Nel passaggio in Aula c’è ancora spazio per qualche correzione, nella direzione della trasparenza e della ritrovata centralità del progetto, ma sulla legge delega appalti la commissione Ambiente e Territorio ha fatto un buon lavoro, rafforzando l’impianto del Senato. L’unico scostamento importante è la scelta, voluta dal governo, di introdurre un processo legislativo più leggero con il rafforzamento della soft law e del ruolo dell’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. Una soluzione che risponde all’esigenza, avvertita anche dagli operatori, di adeguare più rapidamente le norme alle evoluzioni del mercato». Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente e Territorio della Camera, ci tiene a sottolineare altre «due innovazioni importanti» rafforzate nel passaggio in commissione: il débat public e i concorsi di progettazione. Il testo arriverà nell’Aula di Montecitorio lunedì prossimo.

Presidente Realacci, quanto pesa il rafforzamento di débat public e concorsi?

Tutta la legge delega va nel senso di ridare qualità e centralità alla progettazione. Senato e Camera condividono a pieno questa considerazione: per ripartire, il mercato dei lavori pubblici ha bisogno anzitutto di buoni progetti e di progettazione di qualità. È una priorità forte che il legislatore pone al centro della legge. Anche l’eliminazione del massimo ribasso per le gare di progettazione, introdotta dal Senato e confermata da noi, va in questa direzione. In questo quadro ho rilanciato due mie vecchie proposte su débat pubblic e concorsi di progettazione, considerati due passaggi chiave per democratizzare il percorso di realizzazione delle opere pubbliche, ridare la giusta dignità al progetto come atto pubblico, trasmettere ai cittadini il senso di un’utilità generale dell’opera. Questa tendenza è presente anche nel sostanziale azzeramento della legge obiettivo.

In che senso?

Nella legge delega c’è l’esplicita scelta di superare la legge obiettivo che è stata inefficace, ma in alcuni punti ha anche introdotto elementi di opacità: oltre alle modalità in cui il general contractor affida i lavori e alla direzione lavori subordinata a chi ha vinto l’appalto, c’è proprio l’abbassamento dell’attenzione sul progetto.

La trasparenza è uno degli obiettivi fondamentali della legge. C’è però una nota stonata sugli obblighi di pubblicità legale. Che senso ha eliminare l’obbligo di pubblicazione sui giornali dei bandi, che dà grande trasparenza al processo, e limitarla a siti di amministrazioni che magari possono contare su poche decine di contatti? Forse ci si dimentica di quando i bandi di gara erano disponibili solo per pochi “amici” e tuttora si abusa di trattative private e di bandi nascosti. Si vuole tornare a questo?

È vero, lo spirito della legge è garantire il massimo di trasparenza a tutto il processo e capisco che quella norma possa essere letta in senso opposto.Penso che vada corretta e intendo presentare un emendamento a mia firma in Aula. Sarà compito del governo garantire nell’esercizio della delega livelli di trasparenza non inferiori a quelli attuali. Penso che dovremo passare alla diffusione solo telematica dei bandi quando quei siti avranno sufficiente traffico per garantire la trasparenza che vogliamo per il mercato.

Che pensa dell’attuazione in due tempi delle delega?

Avrei preferito l’attuazione tutta e subito ma è un prezzo per consentire il rafforzamento della soft law in capo ad Anac. Non penso sia un problema se i due tempi sono effettivamente ravvicinati e il governo rispetta le priorità date dal Parlamento con i criteri di delega. Una garanzia in più, in questo senso, arriva dalla doppia lettura che farà il Parlamento dei decreti attuativi delle delega in caso di mancato recepimento delle osservazioni parlamentari.

E dell’in house autostradale sul 20% dei lavori cosa pensa?

È una proposta del governo che lo stesso Cantone ha definito di grande equilibrio. Conferma il segnale venuto dal Senato ma al tempo stesso mantiene un margine di flessibilità del 20% che viene posto sotto il controllo di Anac, finora non previsto in questo settore


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