Lavori Pubblici

Riforma appalti, ok in commissione all'attuazione in due tempi: prima le direttive, poi il nuovo codice

Mauro Salerno

Approvato nella notte anche un emendamento Pd-Cinque Stelle che cancella l'obbligo di pubblicazione degli avvisi di gara sui quotidiani.Appalti delle concessionarie all'80% con gara

Prima il recepimento delle direttive poi la revisione del codice. È passato in nottata in commissione Lavori pubblici del Senato l'emendamento dei relatori alla delega appalti che spacchetta la riforma del sistema dei contratti pubblici. Nella seduta notturna la commissione ha concluso i lavori sul provvedimento, che ora è atteso in Aula, prima dell'ultimo passaggio al Senato. Inserendo anche una modifica importante per quando riguarda gli appalti delle concessionarie. Le società, in primis le concessionarie autostradali, dovranno affidare l'80% dei lavori con gara. La precedente formulazione prevedeva invece che tutti gli appslti sopra 150mila euro dovessero essere assegnati con procedura a evidenza pubblica.

Attuazione in due fasi
La soluzione trovata dall'emendamento dei relatori approvato ieri è quella di affidare a un primo decreto legislativo il recepimento delle tre direttive europee su appalti (2014/24), concessioni (2014/23) e settori esclusi (25/2014). Questo decreto dovrà essere varato entro il 18 aprile 2016, abrogando le parti del codice in contrasto. Una seconda delega - con scadenza fissata al 31 luglio 2016 - riguarda il varo di un decreto legislativo per il riordino dell'intera materia dei contratti pubblici. Questo decreto dovrà contenere al suo interno i principi di recepimento delle direttive già previsti nel precedente decreto, abrogando definitivamente codice e regolamento, con le opportune integrazioni e modifiche alla disciplina di recepimento già adottata.

La fase di attuazione sarà affidata alle linee guida di Anac e Ministero. Si tratterà di un provvedimento di carattere generale. Senza dunque, a quanto sembra di capire, successive declinazioni settoriali. Prima dell'adozione le linee guida transiteranno dal Parlamento per il parere delle commissioni competenti.

Sul testo non è mancato il dibattito in commissione, tanto da lasciare aperta la porta a ulteriori modifiche durante l'esame del provvedimento in Aula.

Appalti delle concessionarie
Cambia la norma sugli appalti delle concessionarie. Grazie a un emendamento presentato dal deputato Pd Piergiorgio Carrescia, le società concessionarie potranno continuare a realizzare in house - affidandole a società controllate - lavori e servizi oggetto della concessione di importo superiore a 150mila euro. Il testo uscito dal Senato eliminava in radice la possibilità dell'in house, obbligando ad assegnare tutti gli appalti con gara. La misura peraltro non entra in vigore subito, trattandosi si una legge delega che deve essere ancora trasformata in un provvedimento operativo. Per il momento quindi continua a valere la regola del 60-40 che obbliga i concessionari ad affidare con gara il 60% degli appalti e permette di realizzare in house il restante 40 per cento.

Bandi sui giornali
Altra novità rilevante della serata è la cancellazione dell'obbligo di pubblicità di bandi e avvisi di gara sui giornali. Una modifica, sostenuta da deputati del Pd e del movimento Cinque Stelle, che non cambia nulla per le casse dello Stato. Visto che anche ora la pubblicazione dei bandi degli avvisi di gara e dei risultati della competizione è posta a carico del vincitore della commessa, chiamato a rimborsare (entro 60 giorni)le spese della pubblicazione anticipate dalla stazione appaltante.

La novità non entrerà in vigore da subito. Fino al primo gennaio 2016 infatti continueranno ad applicarsi le regole attuali (stabilite da una modifica al codice appalti stabilita dal decreto Irpef , n.66 del 2014) che prevedono l'obbligo di pubblicazione sui quotidiani con rimborso a carico dell'aggiudicatario.


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