Lavori Pubblici

Aeroporti, scuole, rischio idraulico: evitare la sindrome «dell'ultimo miglio» e spendere subito i fondi disponibili

Massimo Frontera

Quando ci sono soldi e ci sono anche i progetti, le opere vanno bandite e appaltate senza perdite di tempo inutili (e colpevoli)

Gli oltre 1.700 cantieri di edilizia scolastica aperti in Italia - in base all'ultimo censimento del ministero dell'Istruzione - sono un bilancio eccellente dell'attività fatta in questi mesi dal governo, cui va dato atto di aver cercato spazi di manovra di tutti i tipi per intervenire sulle scuole. Non si può però tacere che - proprio nell'edilizia scolastica, è ancora al paolo una delle misure più attese: il programma di oltre 1.200 interventi - con progetti già selezionati dalle regioni - e già finanziati con la provvista Bei di 905 milioni. Perché? Perché siamo in attesa della registrazione di un decreto attuativo firmato a fine luglio dal ministro Giannini e a fine agosto dal ministro Padoan. Siamo a ottobre e ancora manca un "timbro", il più importante, quello della Corte dei Conti. L'attesa per la registrazione ha messo in crisi il cronoprogramma di questa complessa misura. I comuni sono pronti con i bandi, i progetti ci sono, i soldi anche, ma tutto è bloccato. Il 31 ottobre scade il termine per l'aggiudicazione di appalti che gli enti locali non hanno ancora potuto bandire. La soluzione? Sarà probabilmente quella di un decreto "slitta termini" ad hoc. Soluzione peraltro già utilizzata proprio su questo programma per una precedente difficoltà di "tempi" di attuazione del programma.

Gli aeroporti? L'ultimo rapporto dell'Enac certifica una situazione preoccupante per i programmi di potenziamento dei principali scali italiani. La situazione è seria soprattutto a Milano, dove il gestore Sea dovrebbe spendere entro il 31 dicembre 390 milioni euro per il potenziamento di Linate e Malpensa. L'orizzonte di Roma è di poco più lungo: entro il 31 dicembre del 2016 dovrebbe spendere 300 milioni, che sono circa la metà di quello che ha fatto negli ultimi quattro anni. Alzi la mano chi pensa che questi target saranno raggiunti. E stiamo parlando di Roma e Milano, rispettivamente Capitale giubilare e città europea.

Il dissesto. Siamo arrivati alla stretta del programma sulle aree urbane (poi ampliato ad altri siti) avviato da Erasmo D'angelis e portato avanti dall'attuale capo della struttura di Palazzo Chigi, Mauro Grassi. Il programma vale un miliardo e mezzo per 132 opere. Di queste, 33 opere sono state finanziate con 800 milioni. Il resto dei soldi va trovato con la legge di stabilità. I progetti ci sono, il Dpcm è stato firmato e ... inviato alla corte dei Conti, per la registrazione.


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