Lavori Pubblici

Riforma appalti, al posto del regolamento linee guida Anac-Infrastrutture

Mauro Salerno

Trovata l'intesa sull'emendamento per semplificare la fase di attuazione: Porta Pia affiancherà Cantone nell'attività di regolazione

Resta fermo l’obiettivo della semplificazione, con la conferma dell'addio al regolamento appalti. Ma il compito di guidare il mercato nelle delicatissima fase di transizione tra vecchio e nuovo codice non spetterà solo all'Autorità Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, come sembrava certo fino a solo poche ore fa.

A dettare le linee guida per il mercato, subito dopo l’entrata in vigore del nuovo codice, saranno insieme il ministero delle Infrastrutture e l’Anac. Con una formula di “coabitazione” che almeno formalmente mantiene in pista l’idea della regolamentazione flessibile , della «soft law» adattabile alle evoluzioni di mercato, ma che nei fatti ridimensiona la portata del trasferimento di poteri di regolazione all’Anac.

La novità trapela a tarda sera, al termine di un lungo incontro tra il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e lo stesso Cantone, in vista della stesura dell’emendamento destinato a mandare in soffitta il regolamento monstre (359 articoli e svariati allegati) che ora contiene le norme di dettaglio sugli appalti pubblici. Da Porta Pia sottolineano che la nuova linea è stata trovata in piena intesa con l’Anac. L’impressione però è che almeno sottotraccia il progetto di trasferire tutti i poteri di regolazione del settore all’Anac qualche tensione l’abbia creata. Come peraltro sembra confermare l’allungamento dei tempi per la messa a punto dell’emendamento al testo della delega che la commissione Lavori pubblici della Camera attendeva per ieri. L’intesa sarà peraltro rimessa alla valutazione del relatore del provvedimento, Raffaella Mariani. Quindi è possibile che alla fine l’emendamento non venga presentato direttamente dal Governo, ma al contrario transiti per vie parlamentari.

In ogni caso a questo punto si dovrebbe sbloccare l’impasse che ha tenuto ferma la commissione in questi giorni . Oltre all’addio al regolamento sono già state annunciate diverse altre modifiche al testo approvato dal Senato. Confermati gli emendamenti già annunciati da parte della relatrice Raffaella Mariani. Modifiche in arrivo, dunque, per il bonus 2% concesso ai progettisti della Pa. L’incentivo rimarrà. Però non riguarderà più la progettazione, ma le attività di controllo e vigilanza delle amministrazioni. Altre misure sono annunciate per favorire l'accesso al mercato da parte delle Pmi, per sospendere da subito l'operatività del performance bond che sta bloccando diverse gare di appalto da centinaia di milioni e per dare l'addio alla legge obiettivo.

Nonostante le indiscrezioni degli ultimi giorni, dal Governo non dovrebbero arrivare invece ritocchi alla disciplina delle concessioni e del regime di affidamento dei lavori (100% in gara) da parte delle concessionarie (in primis autostradali) definiti in Senato. Se ci saranno delle correzioni arriveranno dal Parlamento.


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