Lavori Pubblici

Stazioni appaltanti, cura semplificazione per gli obblighi di pubblicità dei dati

Giuseppe Latour

Nel ddl delega sulla Pa un emendamento del relatore Ernesto Carbone punta a riunire in un solo elenco tutta la lista degli adempimenti carico della amministrazioni

Riordino dei molti obblighi di pubblicazione di dati che hanno colpito le stazioni appaltanti negli ultimi anni. Il disegno di legge delega di riforma della pubblica amministrazione del ministro Marianna Madia arriva alle battute decisive in commissione Affari costituzionali alla Camera, dove ieri sono stati depositati circa 2mila emendamenti che saranno il cuore della seconda lettura, dopo l'approvazione del Senato. E, tra le molte modifiche, ne spunta una firmata dal relatore Ernesto Carbone che tenta di riorganizzare gli obblighi di pubblicità a carico delle Pa, dando anche un ruolo più pesante alle banche dati pubbliche.

L'intervento in arrivo riguarda l'articolo 6 del disegno di legge che, usando le parole dello stesso Carbone, «reca una delega al Governo in materia di prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni, avente come oggetto specifico l'introduzione di disposizioni integrative e correttive di due decreti legislativi emanati in attuazione della legge n. 190 del 2012 (la cosiddetta legge Severino o legge anticorruzione) relativi rispettivamente alla trasparenza degli atti e delle informazioni delle pubbliche amministrazioni (decreto legislativo n. 33 del 2013) e alla inconferibilità e incompatibilità di determinati incarichi presso le pubbliche amministrazioni (decreto legislativo n. 39 del 2013)».

È soprattutto la parte che riguarda gli obblighi di pubblicazione delle informazioni delle amministrazioni ad interessare il relatore in questa fase. A carico delle stazioni appaltanti, infatti, nel corso degli ultimi anni, e al di là della legge anticorruzione, si sono accavallati parecchi obblighi di pubblicità sui loro siti internet di indicatori di performance, elementi legati alla trasparenza e alle attività più varie. Quindi, oltre al Dlgs n. 33/2013 ci sono il Dlgs n. 150/2009, il Dlgs 165/2001, il Dlgs 39/2013, il Dpr n. 108/2004, solo per citarne qualcuno. L'Anac, addirittura, tiene un elenco di tutti gli adempimenti in materia di trasparenza, per aiutare le Pa a districarsi in questo ginepraio.

La delega, allora, interverrà sul tema, risolvendo molti problemi delle amministrazioni. Nell'emendamento del relatore, in approvazione nei prossimi giorni, si parla di «razionalizzazione e precisazione degli obblighi di pubblicazione sul sito istituzionale, ai fini di eliminare le duplicazioni». Quindi, i decreti delegati della riforma arriveranno a un pacchetto di obblighi definiti, a beneficio delle stazioni appaltanti, che non dovranno più consultare decine di fonti diverse per ricostruire i loro compiti. Ma non solo: la delega punta a «consentire che detti obblighi siano assolti attraverso la pubblicità totale o parziale di banche dati detenute da pubbliche amministrazioni». In altre parole, nel quadro del rafforzamento e integrazione delle banche dati pubbliche, basterà richiamarsi ai dati contenuti nei loro archivi per assolvere gli obblighi.


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