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Sulla pista dell’aeroporto di Bologna primo test in Italia del cemento ultra-rapido

M.Fr.

Il nuovo materiale di Italcementi ha consentito di eseguire la manutenzione su oltre un km lineare di pavimentazione in 102 ore di cantiere

Intervento di manutenzione a tempo di record per la nuova pista di volo dell’Aeroporto di Marconi di Bologna. Il traffico aereo ha lasciato il posto al cantiere dalla mezzanotte del 14 settembre fino alle ore 6:00 del 18 settembre. Lavorando h24 per 102 ore consecutive è stato possibile eseguire l’intervento di manutenzione su un tratto di oltre un chilometro lineare di pista, più un intero raccordo, con relativa segnaletica orizzontale e nuova installazione di luci.

In cantiere hanno lavorato 25 imprese con 500 addetti e 450 mezzi. Il rinnovamento della pavimentazione ha interessato un’area di 66mila mq. A contribuire in modo determinante alla rapidità di esecuzione è stata la miscela cementizia fornita da Italcementi. Non un normale cemento ma una miscela messa a punto nei laboratori di ricerca al termine di anni di studio e testata per la prima volta in Italia proprio nello scalo di Bologna.

L’intervento ha visto l’impiego di 13 impianti di produzione di conglomerati bituminosi e calcestruzzi, 27.900 tonnellate di conglomerati bituminosi, 8.400 metri cubi di rifacimento della fondazione, 160 metri cubi di misto cementato di impianto e infine 375 metri cubi di calcestruzzo.

Il calcestruzzo utilizzato, spiega Italcementi, ha permesso il passaggio degli aerei sulla pista dopo sole 36 ore dal getto. Il prodotto è stato sviluppato per essere messo in opera tramite scarico diretto dalla betoniera e successivamente steso secondo le specifiche richieste dal gestore aeroportuale. «La particolare miscela, impiegata per la prima volta in Italia - spiega una nota della società - è parte di una più ampia famiglia di prodotti ad alte prestazioni, in grado di ridurre drasticamente i tempi di chiusura di scali aeroportuali, permettendo al committente di decidere quale performance adottare per poter ristabilire la piena operatività: sono infatti state sviluppate soluzioni in grado di garantire l'operatività in 4, 12 o 36 ore».


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