Innovazione e Prodotti

Lo stadio? Da extra small a medium: Rubner propone l'impianto modulare (ovviamente in legno)

Massimo Frontera

Capienza variabile da 1.500 a 20mila posti

Parola d'ordine modularità. Grazie al sistema modulare - ideato dall'azienda bolzanina Rubner (specializzata nella lavorazione del legno lamellare) insieme a Bear Stadiums (società di advisor e design) - anche uno stadio può essere realizzato in modo semplice, rapido e razionale, e - soprattutto - dimensionato a piacere. Non solo. Il dimensionamento può essere incrementato, se necessario, semplicemente aggiungendo ulteriori elementi. In questo modo è possibile realizzare impianti in grado di ospitare un numero variabile di persone, a seconda della classifica del club.
Il sistema consente di realizzare impianti che vanno da una capienza minima di 1.500 posti, concepita per la lega Pro Italiana, fino a 20mila posti, cioè oltre il limite minimo di 18mila posti richiesti per gli impianti della serie A. Ovviamente il sistema sfrutta le proprietà strutturali del legno lamellare prodotto da Rubner Holzbau.

Gli stadi modulari sono interamente prodotti in Italia, e possono essere trasportati e assemblati in qualsiasi cantiere. Il tempo di montaggio varia tra sei e otto mesi. Ma l'argomento più interessante è il costo di realizzazione. Secondo Rubner, un impianto di media capienza ha un costo di 1.500 euro a seduta (2.000 euro a seduta nei formati più piccoli) contro i 2.500-3.000 euro a seduta degli stadi tradizionali. L'impianto, assicura Rubner, è adatto a essere installato in zone a rischio sismico.

Il concetto dello stadio modulare consente di fornire un prodotto "tailor made" e "chiavi in mano", in cui si concentrano numerose componenti tecnologiche, grazie a partnership che Rubner e Bear Stadium hanno stretto con varie aziende italiane. Questo si traduce, per esempio, nella possibilità di installare una lunga serie di elementi e sistemi costruttivi: mini turbine eoliche integrate a pannelli fotovoltaici sul tetto dello stadio per abbattere i costi di gestione, torri faro e proiettori ad altissima efficienza e basso consumo energetico, sedute ergonomiche di tipo a ribaltina per tutte le tribune, sedute imbottite, resine naturali per il trattamento delle superfici interne, sottofondo drenante per il terreno di gioco frutto delle ricerche più avanzate, impermeabilizzazione dei gradoni con materiali che abbattono i costi manutentivi, arredi interni e infissi di altissima qualità, secondo il miglior design italiano, sistemi prefabbricati per i bagni con rubinetti di erogazione acqua di nuova generazione, recinzioni e tornelli di chiusura dello stadio in moduli prefabbricati, prato sintetico o ibrido di natura riciclabile, realizzato secondo gli standard chiesti da FIFA/UEFA/federazioni locali.

«Vediamo emergere nel mondo una grande domanda di stadi di media capienza, dai 5mila ai 20mila posti, che rappresentano di fatto l'80% del mercato mondiale per questo tipo di infrastrutture - dice Jaime Manca di Villahermosa, tra i fondatori di Bear Stadiums e ideatore del nuovo format -. Tali stadi dovrebbero sostituire strutture esistenti ormai fatiscenti in cemento armato o metallo, che hanno costi manutentivi alti e basso appeal per pubblico e tifoserie. In questo panorama, considerato il grande sviluppo della tecnologia televisiva HD che spinge a guardare le partite comodamente seduti nel divano di casa, si fanno sempre più strada nuovi concept di stadi belli, confortevoli, sicuri e facili da montare, le cui strutture possano esprimere benessere, serenità e favoriscano l'incontro tra le persone e i sostenitori delle squadre».


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