Innovazione e Prodotti

Arriva da Torino la prima «scatola nera» per le infrastrutture

Maria Chiara Voci

Il sistema consente di controllare la salute di un qualsiasi manufatto (edifici, ponti, gallerie) monitornando in tempo reale oscillazioni, cedimenti e variazioni strutturali

È definita la prima «scatola nera delle infrastrutture». Ed è un sistema che consente di controllare la salute di un qualsiasi manufatto (sia esso un edificio, un ponte, una galleria, un viadotto o una ferrovia), monitorandone in tempo reale le oscillazioni, i cedimenti o le variazioni strutturali. Si chiama SHBoX ed è stato ideato dalla Sysdev, società specializzata nello sviluppo di soluzioni IoT (Internet of Things), nata nel 2015 all'interno dell'incubatore del Politecnico di Torino I3P. Una tecnologia che risponde a una precisa richiesta del mercato: in Italia, oltre il 22% degli immobili e più di 1.500 chilometri di strade e ferrovie versano, secondo le stime, in un cattivo (o addirittura in un pessimo) stato di conservazione. Il problema è reso tanto più evidente dall'attualità dei fatti di cronaca.

«La nostra mission - spiega Marco Bonvino, fondatore di Sysdev - è stata fin dall'inizio quella di proporre sistemi che aumentano l'intelligenza delle tecnologie che già abbiamo a disposizione». Nel caso pratico, SHBox è pensato per far interagire di dispositivi diversi: un certo numero di sensori strutturali e wireless, autonomi sotto l'aspetto dell'alimentazione e nati per trasmettere dati ad ampio raggio; una rete per la raccolta delle informazioni (gateway); una piattaforma cloud per l'elaborazione e l'archiviazione pluridecennale dei dati. Su un'interfaccia virtuale, viene così ricreata un'infrastruttura gemella a quella reale (digital twin) ed è possibile comprendere se la struttura si comporta in modo normale o presenta potenziali anomalie e rischi di cedimento. In più, l'utente può scegliere quali parametri privilegiare per una specifica analisi (deformazione, temperatura, inclinazione, evento sismico).

«Il vantaggio - spiega Marco Bonvino, fondatore di Sysdev - è che la soluzione da noi proposta può essere applicata con grande facilità, anche per manufatti importanti e che richiedono l'impianto di un altro numero di sensori e senza bisogno di modelli matematici della struttura, costosi o impossibili da elaborare. Inoltre, l'implementazione presenta un costo contenuto, accessibile alle amministrazioni pubbliche. Che, investendo qualche migliaia di euro l'anno, evitano di dover poi far fronte ai costi, molto più elevati, per la riparazione di un danno post-emergenza».


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