Innovazione e Prodotti

Klimahouse/2. Dal Risparmio energetico all'antisismica, le novità in esposizione

Mila Fiordalisi

Tra le proposte in esposizione anche le mattonelle che producono energia al calpestio e pale eoliche specifiche per le città

Dal risparmio energetico all'azzeramento dei consumi. Dalle abitazioni isolate termicamente a quelle in cui il benessere, alias il confort, diventa la priorità.
Dalle funzionalità singole all'integrazione delle componenti in chiave Internet of things. Il tutto condito con una crescente attenzione alla questione della protezione antisismica. Lo scenario italiano ha subìto una decisa evoluzione, quanto meno nelle intenzioni (ma non solo), negli ultimi dieci anni.

E, soprattutto, è destinato a cambiare ulteriormente pelle, complice l'inatteso fermento delle startup e lo sviluppo - ancor lento ma da non sottovalutare nelle sue potenzialità - di un ecosistema nazionale nuovo, quello dell'edilizia ecosostenibile. La cartina di tornasole dello stato dell'arte e soprattutto dei trend alle porte è rappresentata da Klimahouse, la mostra-convegno diventata in appena 12 anni dal debutto un punto di riferimento nazionale e internazionale in materiale di edilizia e costruzioni green. Molte le novità dell'edizione 2017 - andata in scena a Bolzano dal 26 al 29 gennaio - e non solo sul fronte delle soluzioni di mercato. Quest'anno è stato inaugurato il "Klimahouse Startup Award", premio dedicato ad offrire a 10 startup - sulle circa 50 che si sono candidate - non solo l'ingresso in una matching platform con le migliori imprese del green, ma un'opportunità concreta di business per accelerare il proprio sviluppo.

«Il contesto è cambiato molto negli ultimi dieci anni - racconta a «Progetti e Concorsi» Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano -. Fino a qualche anno fa il comparto ha investito tutta la sua attenzione nel cercare di capire e imparare come realizzare abitazioni a basso consumo energetico. Era una novità assoluta per tutti. È stato necessario indagare materiali e tecnologie, macchinari inclusi, individuare quelli più adatti alla sfida. Austria e Germania hanno rappresentato a lungo un faro grazie alla loro esperienza, ma l'Italia ha poi saputo trovare la sua strada. Basti pensare alla certificazione CasaClima e al suo successo come standard. Ora siamo in una fase diversa in cui la priorità non è più il risparmio energetico ma il comfort nel senso più ampio del termine».

Saranno le nuove generazioni - ne sono convinti in molti - a imprimere il colpo di acceleratore a un comparto, quello dell'edilizia, che per molti anni è rimasto arroccato a se stesso e che ha troppo spesso trascurato la questione degli investimenti in innovazione. Se è vero che la crisi non ha aiutato è anche vero che di fatto a reggere e darsi un'opportunità in questi difficili anni sono state soprattutto quelle aziende - dai produttori di materiali a quelli di macchine e tecnologie - che hanno saputo interpretare e persino anticipare la domanda di mercato.

Diversamente dagli anni passati il 2017 ha rappresentato, almeno stando alla lista delle aziende che hanno fatto domanda di partecipazione al Klimahouse, l'anno del giro di boa: circa un centinaio quelle in lista di attesa (oltre alle 450 ospitate), in crescita dagli anni precedenti. E il 2017 passerà alla storia della Fiera altoatesina come l'anno delle startup e delle soluzioni iper-innovative. Mattonelle in grado di convertire i passi in energia elettrica, vetromattoni fotovoltaici, pale eoliche capaci di sfruttare le correnti urbane che si sviluppano tra gli edifici, giardini pensili prefabbricati applicabili direttamente alle pareti degli edifici, smart metering, portali online per l'autodiagnosi energetica, pannelli multistrato per la costruzione di case in legno, rifugi alpini prefabbricati altamente tecnologici: queste alcune delle proposte su cui si sono accesi i riflettori della manifestazione e che rappresentano il segnale dell'evoluzione in atto.
«I giovani spingono in direzione dell'innovazione e sono molto attenti a questioni quali il risparmio energetico e il benessere - spiega ancora Mur -. Il cambiamento è inevitabile e questa è una buona notizia. E speriamo si crei quell'ecosistema necessario a far sviluppare le innovazioni anche a livello di imprese consolidate che potranno avvalersi dell'ingegno dei giovani per fare proprie le novità, anche con operazioni di acquisizione».
L'Italia ha bisogno inoltre di trovare un proprio modello operativo: «Ispirarsi agli altri Paesi è stato inevitabile nei primi anni ma l'Italia ha peculiarità proprie e dunque deve trovare un proprio modello costruttivo ecosostenibile, o più di uno in base alle differenze climatiche nelle varie regioni. E per capire in quale direzione andare - conclude il direttore di Fiera Bolzano - non ci si può comunque fermare all'Europa centrale, ma bisogna indagare cosa si sta facendo a livello globale per verificare se ci sono tecnologie, nuovi materiali e strategie eventualmente replicabili nel nostro Paese».


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