Innovazione e Prodotti

Dall'edilizia «verde» arriveranno 400mila posti di lavoro entro il 2017

Mila Fiordalisi

Si legge nel rapporto GreenItaly 2016 di Fondazione Symbola e Unioncamere. Realacci: «investendo nella sostenibilità le imprese diventano più competitive»

Il green building ha creato 236mila posti di lavoro e potrebbe arrivare, calcolando l'indotto, a 400mila entro il 2017. E mentre in Italia il mercato delle nuove costruzioni diminuirà nel tempo, fino a pesare il 2% nel 2050, quello della ristrutturazione sostenibile
continuerà a crescere. È quanto emerge dal rapporto GreenItaly 2016 di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai e con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente. Lo scenario prossimo venturo si preannuncia più che positivo anche in considerazione del nuovo Piano Industria 4.0: «Per la prima volta il tema ambientale entra nella strategia industriale Paese - commenta il ministro dell'Ambiente Luca Galletti -. Nel progetto Industria 4.0 tutti gli investimenti che vanno nel senso dell'economia circolare godono del super ammortamento fino al 250%. Questa è una grande spinta agli investimenti verdi». Il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci evidenzia che «investendo nel green le aziende diventano più sostenibili e soprattutto più competitive e aprono un sentiero che va verso il futuro». «Green fa rima con innovazione - aggiunge il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello -. Non a caso le imprese green sono quelle maggiormente digitalizzate».

Il green dunque è una leva di crescita e riguardo al settore edilizia sono le ristrutturazioni a rappresentare la chiave di volta: «Quello delle riqualificazioni è l'unico segmento a registrare un segno positivo nel campo delle costruzioni - si legge nel report -. Negli ultimi due anni è cresciuto del 20% e oggi rappresenta il 70% del mercato complessivo».
Stando a quanto emerge dall'indagine nel nostro Paese sono 4,5 milioni gli edifici che andrebbero ristrutturati, oltre il 61% "vecchio" di oltre 40 anni. Le abitazioni che hanno bisogno di un restyling sono il 55,4% di quelle presenti sul territorio nazionale e
diventeranno il 65,7% entro 10 anni. «Con un intervento pesante, il risparmio energetico di un immobile può andare dal 30 all'80%. Non sempre, però – puntualizzano i ricercatori - occorre intervenire in modo radicale: a volte, con leggeri miglioramenti, continui e graduali nel tempo, si può arrivare ad un risparmio del 10-20%». Il risparmio potrebbe dunque variare - per un appartamento di circa 100 mq o una villetta unifamiliare - da un minimo di 350 euro fino a 1.400 euro. E complessivamente i due miliardi di metri quadrati del patrimonio edilizio italiano che necessitano di riqualificazione energetica potrebbero generare 500 miliardi di euro per il settore dell'edilizia.

È il patrimonio edilizio pubblico a rappresentare uno dei settori in cui la riqualificazione energetica potrebbe sortire maggiori vantaggi, visto che gli edifici della PA valgono più dell'8% dei consumi energetici dello Stato. «Si calcola che si possa tagliare, con interventi leggeri, almeno un 20% della bolletta, che vale in media 6 miliardi di euro l'anno (1,2 miliardi di risparmio). Con interventi più strutturali, la riduzione arriva al 30-35%». Ma agire su questo "stock" non sarà semplice considerate le risicate risorse a disposizione degli enti locali. «Si stanno studiando nuove soluzioni, promuovendo partnership con privati capaci di muovere investimenti che richiedono un impegno minimo di fondi pubblici - si evidenzia nel rapporto -. Un'idea è la partecipazione di investitori esterni che mettono il capitale e vengono poi ripagati con una parte del risparmio generato dall'immobile stesso».
Ulteriori risparmi sono attesi dallo Smart Home & Building, l'insieme di soluzioni che permettono agli oggetti di interagire fra loro e con l'ambiente circostante. Oggi l'1% delle abitazioni in Italia è dotato di dispositivi per il telecontrollo del riscaldamento o dell'antifurto, ma, grazie allo sviluppo di tecnologie wireless dentro gli appartamenti e con la diffusione della tecnologia Bluetooth Low Energy, si stima che entro il 2016 saranno 3 milioni gli oggetti connessi nelle case degli italiani. Le ricadute sono innumerevoli, soprattutto in termini di risparmio energetico, che può raggiungere circa 450kwh elettrici e oltre 3000kwh termici all'anno.


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