Innovazione e Prodotti

Smart living, dalla Lombardia 15 milioni per l'innovazione in edilizia abitativa

Massimiliano Carbonaro

Risorse per le reti di impresa per fare filiera e innovare nella tecnologia e nelle soluzioni funzionali

Spinta all'innovazione in edilizia da parte della Regione Lombardia. Che con una delibera di Giunta, in uno degli ultimi atti prima delle vacanze estive, ha stanziato 15 milioni di euro a fondo perduto per la filiera dell'edilizia ad alta tecnologia con la misura chiamata "Smart Living". Le risorse saranno a disposizione per finanziare le reti di imprese capaci di coniugare la produzione di un settore dal Dna molto tradizionale con le più avanzate tecnologie abitative.
Smart Living punta all'integrazione tra produzione, servizi e tecnologia nell'intera filiera delle costruzioni comprendendo l'intero settore legno-arredo-casa. Il provvedimento (in attuazione della legge regionale 26/2015 Manifattura diffusa, creativa e tecnologica) rientra nella strategia complessiva della Regione chiamata "Lombardia 5.0" che mira a sostenere le dinamiche evolutive nei settori produttivi con un occhio alle filiere eccellenti identificate come driver di sviluppo.
«Smart Living è un intervento senza precedenti, che – ha spiegato l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Mauro Parolini – nasce dalla convinzione che il settore dell'edilizia, tra i più colpiti dalla crisi, può tornare a essere uno dei protagonisti della ripresa, ma a condizione che le imprese si mettano assieme, ampliando i confini della filiera, e che, inoltre, questo processo passi attraverso l'innovazione, il digitale e l'applicazione di nuove tecniche costruttive».
L'edilizia per la Regione può essere uno dei protagonisti della ripresa economica del territorio grazie al provvedimento perché le risorse dovrebbero avere ricadute positive su vari fronti: sull'impatto ecologico in ogni singola fase del ciclo di vita dei prodotti (produzione, gestione, recupero); sul valore energetico-funzionale (eco-design); sul fronte degli ambienti intelligenti con particolare riferimento alla domotica, all'advanced manufacturing (Internet of things) e all'ICT a supporto di sistemi smart; per la realizzazione di una filiera integrata di processi di business e produttivi, anche in chiave export.

«Per raccogliere la complessità delle sfide imposte dal mercato – ha continuato l'assessore – abbiamo impresso una forte spinta alla nostre politiche per favorire e promuovere l'aggregazione, la contaminazione tra settori differenti e la valorizzazione delle filiere di eccellenza quali driver di sviluppo. Con questa misura, in particolare, alle ricadute economiche e agli investimenti che sarà in grado di generare, se ne aggiungono potenzialmente altre non trascurabili in termini di sostenibilità ambientale, energetica e di salubrità».

Nel dettaglio sono risorse a fondo perduto (gestite da Finlombarda, la società finanziaria controllata dalla Regione Lombardia) per cui è previsto un contribuo massimo di 800mila euro, mentre l'investimento per il partenariato deve essere pari o superiore a 200mila euro. La durata di attuazione dei progetti deve essere massimo di 18 mesi dalla data di concessione del contributo (sono concesse proroghe fino a un massimo di 6 mesi). È necessario prevedere un'aggregazione di almeno tre imprese (ciascuna azienda può partecipare ad una sola aggregazione per i finanziamenti ed è ammissibile anche la presenza del sistema universitario). I settori di riferimento in particolare sono oltre all'edilizia, i suoi materiali e componenti più l'arredo ma anche la domotica e l'high-tech e più in generale quello degli elettrodomestici, infine il building automation e il digital manufacturing ma anche l'energia e il recupero. Per quanto riguarda le iniziative che saranno ammesse dall'imminente bando, sommariamente devono avere ricadute nell'ambito della filiera, ma più nello specifico devono essere interventi di innovazione di prodotto o processo o di servizio; di innovazione tecnologica; di moderni sistemi di software; di screening energetico e sismico degli edifici; di elaborazione e implementazione di modelli innovativi di intervento sul patrimonio edilizio esistente: recupero edilizio, riqualificazione energetica e/o strutturale; di sviluppo di servizi logistici e di sostegno all'export per l'intera filiera. Nella valutazione delle richieste di finanziamento (l'assegnazione sarà in base all'ordine cronologico di presentazione) verranno presi in esame sia la qualità progettuale, sia del grado di innovazione, sia della qualità dell'organizzazione dell'operazione.

In conclusione l'assessore Parolini spiega: «Questo intervento ha una connotazione molto marcata di innovazione ed è stato condiviso con le associazioni più rappresentative del comparto, si configura come una misura sussidiaria, in grado di aumentare la competitività delle imprese lombarde, di agganciare i timidi segnali di ripresa, consolidando un settore di mercato contraddistinto da grandi eccellenze, e di innescare una reazione virtuosa di fronte al forte rallentamento degli investimenti pubblici nel settore, alla difficoltà di accesso al credito e al calo della domanda di nuovi edifici registrata negli ultimi anni».


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