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Nella Villa di Misteri di Pompei parte il monitoraggio hi-tech dell'Enea su legno e strutture in cemento

M.Fr.

Analizzare rischi e criticità nelle vecchie coperture è l'obiettivo del check-up condotto dai ricercatori dell'Enea con l'utilizzo di tecnologie d'avanguardia

A Pompei è partita una nuova campagna di monitoraggio condotta dal team di ricercatori dell'Enea per controllare lo stato di salute delle strutture in cemento armato, legno e acciaio della Villa dei Misteri. Si tratta di strutture che hanno ormai raggiunto 50 d'età, in quanto costruite nel secolo scorso per proteggere la famosissima domus.

Il controllo, spiega l'Enea, si è reso necessario perché dai primi controlli sono emerse criticità legate alla pesantezza dei materiali utilizzati, infiltrazioni d'acqua e vibrazioni ambientali, per sismicità e vicinanza con la ferrovia. In realtà un primo allarme era già scattato quattro anni fa, con il cedimento di una grossa trave in legno dalla copertura del cortile interno della casa.

Il monitoraggio viene eseguito da un team con specialisti provenienti dai centri Enea di Bologna, Brasimone (Bo) e Casaccia (Roma). «In questa campagna di indagine, che ha l'obiettivo di acquisire i dati necessari per definire gli interventi di messa in sicurezza, abbiamo messo in campo un numero maggiore di strumenti d'indagine rispetto alla precedente campagna condotta nel 2013, quando eravamo intervenuti in seguito al crollo della trave del peristilio - spiega Bruno Carpani, responsabile scientifico della campagna diagnostica -. Finora abbiamo constatato uno stato di degrado avanzato delle zone di appoggio di molte travi del peristilio, mentre risultano particolarmente vulnerabili all'azione sismica le strutture in calcestruzzo di alcuni ambienti, come i vani del quartiere rustico».

Le tecnologie utilizzate nell'intervento
Per ogni materiale vengono utilizzate apposite apparecchiature e tecnologie di indagine. Sulle travi in legno sono stati utilizzati un termo igrometro per misurare il livello di umidità e un metodo di prova che prevede l'impiego combinato di sclerometro (messo a disposizione dall'azienda italiana Drc) per rilevare il grado di durezza superficiale e di ultrasuoni per scoprire eventuali discontinuità all'interno del campione. Le misure vengono ripetute in tre punti diversi della trave, al centro e ai due appoggi laterali. Un altro strumento utilizzato è il "resistograph", che grazie a un ago lungo 40 cm permette di registrare omogeneità e compattezza del legno. Poi c'è il cosiddetto "succhiello di Pressler", una sonda con cui sono stati prelevati campioni di legno che saranno analizzati al microscopio elettronico dei laboratori Enea di Bologna.
Sul calcestruzzo viene utilizzato il metodo di indagine "Sonreb" che mette in correlazione i risultati delle prove sclerometriche superficiali con indagini ultrasoniche per determinarne la resistenza dei materiali. Con il "pacometro" si riesce a individuare l'esatta posizione dell'armatura all'interno della trave. I campioni di calcestruzzo prelevati (che saranno analizzati nei laboratori del dipartimento di Ingegneria strutturale dell'Università Federico II di Napoli) serviranno a valutare lo stato di salute delle strutture.
L'Enea ha eseguito anche i rilievi delle vibrazioni ambientali con sismometri a elevata sensibilità. «Ci siamo concentrati sulla sala degli affreschi e sulla copertura dell'atrio adiacente alla sala stessa - spiega Paolo Clemente, dirigente di ricerca dell'Enea - e abbiamo messo a punto una sofisticata modellazione matematica che ci permetterà di valutare la vulnerabilità di questo luogo sottoposto a continue vibrazioni per la vicinanza alla linea ferroviaria e la sismicità di quest'area».

Il modello "Casa dei Misteri" da replicare su altri siti
Questa campagna non resterà un caso isolato. Nelle aree di Pompei, Ercolano, Stabia e Boscoreale ci sono infatti almeno una decina di domus con coperture in cemento armato risalenti agli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. «Il problema della sicurezza e della conservazione di queste strutture nelle aree archeologiche è vastissimo sia in Italia che nel mondo - ricorda Carpani -. Solo nel nostro Paese ne sono state censite oltre 200 in 130 siti. Con il lavoro che stiamo svolgendo a Villa dei Misteri puntiamo a realizzare il primo modello di monitoraggio e diagnosi che potrà essere applicato ad altre domus con tipologie simili di copertura».


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