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Cantiere «made in Italy» per il telescopio record in Cile: per Astaldi-Cimolai contratto da 400 milioni

Mau.S.

Il contratto porterà alla realizzazione del più grande telescopio a terra oggi esistente con un diametro di 39,3 metri nel deserto di Atacama, 3.000 metri sul livello del mare

Parlerà anche italiano il più grande telecopio terrestre per l'osservazione dell'universo. A realizzare il progetto in Cile, a Cerro Amazones, sarà infatti un conrsozio costituito da Astaldi (60%, capogruppo) e Cimolai (40%), con Eie Group. La notizia dell'aggiudicazione del contratto da 400 milioni di euro per la realizzazione del Dome e della Main Structure dell'E-Elt («European Extremely Large Telescope») era arrivata a febbraio. Ieri, a Monaco di Baviera, si è svolta invece la firma del contrattoi per la progettazione e la realizzazione del telescopio.

Il contratto porterà alla realizzazione del più grande telescopio a terra oggi esistente. Il nuovo telescopio sarà costruito nella parte centrale del deserto di Atacama, ad un'altezza di 3.000 metri sul livello del mare. Avrà inoltre una capacità di messa a fuoco cento milioni di volte superiore a quella di un occhio umano e potrà raccogliere più luce dell'insieme di tutti i maggiori telescopi oggi esistenti sul pianeta, che hanno specchi primari da 8-10 metri di diametro rispetto ai 39,3 metri del nuovo E-Elt.

«Siamo davvero orgogliosi di essere capogruppo in questo progetto, che consentirà alla comunità scientifica internazionale, di superare i limiti attuali dell'astronomia e dell'astrofisica», ha commentato Paolo Astaldi, presidente del gruppo romano. «In passato, abbiamo già realizzato per il Cern di Ginevra il Large Electron-Positron Collider, uno dei più grandi acceleratori di particelle al mondo, che permette di studiare l'infinitesimamente piccolo e oggi con l'E-Elt - ha aggiunto Astaldi - , avremo modo di misurarci con uno strumento scientifico che mira a sondare l'infinitamente grande. Una sfida affascinante che risulta ancora più importante alla luce del fatto che guideremo un consorzio al 100% italiano, dimostrando, ancora una volta, che esiste un made in Italy delle infrastrutture assolutamente vincente a livello internazionale».

Astaldi è presente da tempo in Cile dove realizzato e attualmente gestisce un impianto idroelettrico (Chacayes, 111MW) e un impianto minerario per il recupero di metalli da fanghi di risulta (Relaves). Nel paese sudamericano l'impresa gestisce e sta ammodernando il più grande aeroporto (Arturo Merino Benitez di Santiago, 15.000.000 passeggeri/anno); sta realizzando e gestirà l'ospedale Metropolitano Occidente di Santiago (599 posti letto). Il gruppo è inoltre impegnato nell'esecuzione dei lavori per l'espansione in sotterranea di Chuquicamata, la più grande miniera a cielo aperto oggi esistente al mondo.


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