Innovazione e Prodotti

Edilizia in legno, la «nicchia» cresce: in Italia sei anni boom

Mila Fiordalisi

Sono 500 le imprese attive per una produzione di oltre 600 milioni di euro. In un anno sono stati realizzati oltre 3mila edifici, soprattutto case

Dall'ottavo posto del 2009 al quarto del 2014. È stata un'escalation inaspettata quella italiana nella classifica europea delle costruzioni in legno.
Sebbene il nostro Paese non abbia una tradizione nella realizzazione di edifici in legno - anche non considerando il Trentino Alto Adige e le aree montane - i numeri crescenti evidenziano una progressiva e veloce diffusione della "cultura lignea", al punto da annoverare il nostro Paese fra i principali produttori. Ci precedono sono Germania, Regno Unito e Svezia, tutti Paesi in cui le costruzioni in legno sono da sempre molto diffuse, come del resto in tutto in Nord Europa. Non solo: mentre le nuove costruzioni in Italia continuano a marciare con il segno meno rispetto all'era pre-crisi, la realizzazione degli edifici in legno procede in controtendenza.

A scattare la prima fotografia nazionale ci ha pensato dal Centro Studi Federlegno Arredo Eventi per conto di Assolegno che nel rapporto «Case ed Edifici in Legno 2015» ha messo nero su bianco tutti i numeri del mercato tricolore. I dati si riferiscono alla situazione al 2014 (i dati sul 2015 sono attualmente in corso di elaborazione e saranno svelati in autunno), ma secondo quanto anticipa a «Progetti e Concorsi» il presidente di Assolegno Emanuele Orsini «il 2015 è stato un anno positivo e i primi mesi del 2016 evidenziano addirittura un fermento crescente».

Fra l'altro, fa notare il presidente, «i nuovi bandi per le scuole rappresentano un'ulteriore occasione di crescita. Il legno la fa già da padrone nella realizzazione di centri commerciali dedicati all'alimentare e importanti compagnie di fast food stanno valutando la scelta del legno per la costruzione di nuovi punti ristoro. Ciò a dimostrazione che quando la salubrità è uno dei parametri determinanti - come nel caso dell'alimentare - il legno diventa di prima scelta. Le scuole sono un luogo dove bisogna garantire un alto livello di benessere, e il legno diventa determinante. Ad oggi, già il 65% delle nuove scuole sono realizzate con strutture portanti in legno. La diffusione del legno negli edifici pubblici potrebbe inoltre fare da volàno all'intero mercato perché stimolerebbe la diffusione anche nel privato».
Ma veniamo ai numeri: otre 3mila gli edifici realizzati di cui 2.715 destinati al residenziale (per un totale di 3.449 abitazioni) e 310 destinati al non residenziale. Il rapporto ha poi preso in esame le principali 225 imprese produttrici di case e/o altri edifici a struttura in legno (anche se negli ultimi tre anni sono salite a 500 quelle associate di Assolegno) che hanno generato un fatturato, per la "voce" legno pari a 384,7 milioni di euro. Ma il valore complessivo del costruito, si tratti di edifici consegnati al grezzo, al grezzo avanzato o chiavi in mano - è stimato in 657,8 milioni di euro, di cui 520,6 milioni (79%) relativi al residenziale e i restanti 137,3 milioni (21%) al non residenziale.

Il produttori di legno per l'edilizia in Europa
Il produttori di legno per l'edilizia in Europa
E il rapporto di Federlegno evidenzia inoltre un ruolo crescente degli operatori "marginali" costituiti da carpenterie, segherie, imprese estere senza una presenza fissa in Italia e imprese edili - più o meno grandi - che hanno diversificato la loro attività nella produzione di edifici in legno. È il Nord Est l'area più attiva con il 50% delle imprese, seguita dal Nord Ovest (25,8%) e con 49 imprese (il 21,8% del totale), la prima regione per numero di operatori è il Trentino Alto Adige, seguito da Lombardia (42 imprese, 18,7%) e Veneto (35 imprese, 15,6%).

Le tecniche costruttive più utilizzate sono telaio (55%) e X-lam (38%), che insieme coprono oltre il 90% del costruito. Completano il quadro il blockhaus (3%), l'Mhm (3%) e altre forme miste (1%). Proprio la diffusione della tecnica costruttiva dell'X-lam - si legge nel rapporto - ha facilitato le barriere di ingresso in un settore precedentemente riservato agli operatori del legno che detenevano il know how costruttivo degli edifici a telaio. Se è vero che il mercato cresce è vero anche che la mancanza di norme ad hoc sui materiali e di attività di controllo adeguate rischiano di generare l'effetto boomerang. «Bisogna stare attenti ai "falsi" - sottolinea Orsini -. Sul mercato purtroppo già operano aziende che usano prodotti non omologati, magari provenienti dall'estero, che possono provocare situazioni di criticità e impattare negativamente sulla reputazione di un intero comparto. Serve un controllo più serrato, soprattutto nei cantieri. Non per chiudere il mercato a pochi operatori ma per consentirne l'ulteriore apertura, garantendo una giusta competizione».

Le imprese attive nella produzione del legno in Italia
Le imprese attive nella produzione del legno in Italia

Da parte sua Assolegno sta lavorando sul fronte delle competenze - con corsi ad hoc anche molto specialistici soprattutto in casa Federlegno - ma soprattutto entro fine anno presenterà il primo Libro Bianco sulle cose da non fare: «Partire dagli errori permette di capire concretamente come si possono commettere sbagli e come si possono evitare», dice Orsini. «Per questo abbiamo pensato di mostrare le worst practice». Assolegno invita a non sottovalutare la cosiddetta economia del bosco: «L'Italia importa quattro miliardi di materie prime perché non è in grado di sfruttare le proprie risorse. Il 33% della superficie italiana è a bosco, sta crescendo anno dopo anno e non la utilizziamo. Eppure l'economia del bosco (di cui il 60% è rappresentato dall'edilizia) potrebbe generare circa 400mila posti di lavoro. E potrebbe consentirci di scalare ulteriormente la classifica europea piazzandoci addirittura al secondo posto».


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