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Dall'Inghilterra arriva la finestra hi-tech: autopulente, ad alta efficienza e antiriflesso

Mila Fiordalisi

Il prototipo fonde per la prima volta un rivestimento termocromico e una nanostruttura ispirata al fiore di loto

Autopulente, antiriflesso e a risparmio energetico: sono queste le tre caratteristiche dell'innovativa vetrata messa a punto da un team di ricercatori dell'University College London (Ucl) in collaborazione con l'Engineering and Physical Sciences Research Council (Epsrc). La vetrata made in Uk è frutto del "matrimonio", mai celebrato finora, fra un rivestimento termocromico e una nanostruttura in grado di riprodurre il cosiddetto "effetto loto" (dalle foglie di loto) ossia di permettere all'acqua di scivolare sulla superficie raccogliendo lo sporco e mantenendo sempre pulita la superficie.

Il tutto a beneficio dei costi di pulizia e di manutenzione: «è stimato che a causa di difficoltà oggettive, il costo per la pulizia dei grattacieli raggiunge in soli cinque anni quello per l'installazione delle finestre stesse. Una spesa che si potrebbe abbattere con le nostre vetrate, anche tenendo in considerazione l'aumento progressivo dell'uso del vetro per il rivestimento delle facciate soprattutto di edifici molto alti», spiega Ioannis Papakonstantinou dell'Ucl.
Gli scienziati d'Oltremanica hanno inoltre conferito alla nanostruttura una forma simile a quella degli occhi delle falene che, proprio per la peculiarità antiriflesso riescono a nascondersi e a mimetizzarsi più facilmente. La lunghezza d'onda della trama della cornea dei lepidotteri è inferiore a quella della luce che, dunque, viene assorbita quasi completamente.

Una "modalità" da cui ha tratto ispirazione il team britannico e che ha permesso di abbattere a meno del 5% la quantità di luce riflessa in una stanza. Altro plus della vetrata è la sua capacità di "trattenere" il calore grazie al sottilissimo strato (fra i 5 ed i 10 nanometri) di biossido di vanadio: nella stagione invernale il materiale "trattiene" il calore all'interno degli edifici non lasciandolo filtrare verso l'esterno; al contrario, nella stagione estiva, la superficie respinge il calore dall'esterno. Non solo: la proprietà termocromica combinata con quella antiriflesso rappresenta un ottimo taglia-costi energetici nella stagione calda, quando c'è bisogno di abbattere la percentuale di calore e insolazione. Stando a quando rendono noto gli scienziati britannici l'uso delle vetrate "smart" consentirebbe di ridurre la temperatura interna in estate fino al 50 per cento. «Al momento sono in corso delle trattative con una serie di produttori di vetro inglesi per industrializzare la soluzione - annuncia Papakonstantinou - e contiamo di poter arrivare alla commercializzazione già entro tre anni».


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