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Il ripetitore? Si nasconde dentro l'albero: ecco come il traliccio diventa parte dell'arredo urbano

Massimiliano Carbonaro

Trasformare i tralicci in oggetti di design è il lavoro della Calzavara, l'azienda friulana che si è fatta notare nel 2015 con le sei torri mosaico all'Expo

Una palma che non è una palma, un traliccio o un'antenna per le telecomunicazioni che diventano pezzi di arredo urbano: nascondere strutture in acciaio dentro oggetti di design è il lavoro della Calzavara, l'azienda di Balisano (presso Udine) che si è fatta notare nel 2015 con le sei torri mosaico presenti in Expo a Milano, anche se i più attenti avranno visto le loro strutture tecnologiche – da nuove tecnologie wireless, ai ponti radio, alle reti cellulari, fisse, radiomobili private (Pmr) e di diffusione radiotelevisiva – in giro per il mondo.

Calzavara compie quest'anno 50 anni, è stata fondata nel 1966 come ditta individuale per poi trasformarsi in Spa nel 1979. Opera principalmente nel settore delle telecomunicazioni da cui ricava la quota maggiore del suo fatturato. È una azienda che come molte imprese che agiscono nella tecnologia ha una forza lavoro dove è ampissima la quota di laureati che qui raggiunge il 20% sugli oltre 100 impiegati. Ma soprattutto è una società che come spesso capita in Italia il grosso del fatturato lo fa all'estero. «Tutto è cominciato – spiega Marco Calzavara, figlio del fondatore e attuale amministratore delegato – per un'occasione abbastanza banale. Con lo sviluppo delle telecomunicazioni mio padre si trovò a installare una antenna per la Sip e si è aperto un nuovo mercato che ci ha portato in tutto il Mondo. Ora come ora il 50% del fatturato arriva dal mercato estero, mentre soffriamo sul piano nazionale. L'estero ci premia e lì stiamo cercando di crescere anche perché abbiamo ricevuto richieste persino dall'Australia e dall'Iran. Tradizionalmente operiamo in Medio Oriente e in Sud America.Ma il cuore della società con la parte creativa è e rimane ad Udine. L'officina interna e la progettazione sono in casa, fatto che rappresenta una garanzia di qualità e riservatezza, anche se a volte ci serviamo di designer esterni».

La società ha chiuso il 2015 con un fatturato di 21 milioni essendosi specializzata nello sviluppo di reti e sistemi integrati: dall'analisi preliminare per la valutazione della disponibilità del sito (vincoli legislativi, architettonici, compatibilità elettromagnetica e ambientale) all'acquisizione, alla realizzazione e manutenzione, ma sempre pensando a integrare le installazioni co l'arredo urbano. Dieci anni fa con in primi «alberi traliccio», palme, pini, pini marittimi e cipressi in grado di confondersi nei boschi. Oggi l'attenzione si è allargata alle città prestando attenzione ai materiali e allo stile. Una strategia imprenditoriale che ha consentito di lavorare dall'Oman, all'Arabia Saudita, dal Cile al Perù.

Il camouflage dei ripetitori infatti non è cosa facile: «Bisogna garantire comunque la migliore trasmissione del segnale – spiega l'ad della società – e quindi occorre conoscere molto bene le proprietà dei materiali, acciaio, alluminio, policarbonato. Le torri inoltre sono sottoposte a durissimi stress ambientali, perché le temperature oscillano dai meno 30 ai più 50 gradi. Negli ultimi cinque, sei anni abbiamo cominciato a sviluppare - evolvendoci tecnicamente - il mascheramento delle strutture funzionali puntando sul design industriale. Abbiamo sviluppato una serie di prodotti che non sono le classiche torri per le telecomunicazioni ma sono integrate per fornire servizi per la sicurezza o l'advertising, centri meteorologici, di verifica dell'inquinamento, abbiamo trasposto il traliccio per la antenna a strutture di arredo urbano polifunzionale».

Ne sono un esempio le sei "torri mosaico" (la più alta raggiunge i 42 metri) installate all'Expo di Milano, arricchite dall'illuminazione notturna a led che ne fa dei totem metropolitani. «Noi puntiamo molto sullo sviluppo di prodotti di design made in Italy che siano delle infrastrutture urbane integrate, belle e funzionali», commenta il direttore generale Andrea Pupil. Strutture particolari, materiali molto resistenti., caratteristiche che rimangono inalterate in anni e radio elettricamente trasparenti: «Abbiamo abbinato al volgare traliccio di ferro funzioni da ambiti urbano – ha concluso Calzavara – e il futuro è più ampio perché adesso con i nuovi sistemi 4G per il cellulare le tendenze sono di andare su strutture piccole e diffuse, così inevitabilmente in ambito urbano queste antenne devo essere inserite in città e magari devo pensare a delle pensiline per autobus, sistemi per biciclette elettriche o di informazione».


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