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Dal prototipo al mercato: l'Eni «estrae» energia solare da inchiostri e pannelli srotolabili

Mila Fiordalisi

Allo studio anche elementi fotovoltaici basati su polimeri e molecole organiche

Concentratori solari luminescenti e pannelli solari talmente flessibili da "srotolarsi": queste le due principali novità a cui lavorano i laboratori di ricerca dell'Eni. «Si assiste a una crescente richiesta di trasparenza e varietà di colore per ridurre l'impatto visivo e valorizzare l'integrazione negli edifici - spiega l'azienda -. I concentratori solari luminescenti (Lsc) possono sfruttare grandi superfici dove i tradizionali moduli fotovoltaici non possono essere utilizzati».

Gli Lsc sono a base di lastre in materiale trasparente, plastico o vetroso, all'interno del quale sono dispersi coloranti fluorescenti che assorbono parte della luce solare e la emettono all'interno della lastra sfruttando il fenomeno della riflessione utilizzato nelle fibre ottiche. Il progetto, battezzato nel 2007 ha consentito a Eni da un lato di sviluppare una nuova classe di coloranti fluorescenti e dall'altro, grazie alla trasparenza dei pannelli, di sfruttare al meglio la radiazione diffusa. «Questa caratteristica - puntualizza l'azienda - consente di ottenere buone efficienze in condizioni di cielo nuvoloso o di orientamento non ideale come su pareti verticali o non esposte a sud».

Eni è attualmente impegnata nel "trasferire" la tecnologia dalla scala di laboratorio a quella commerciale e il team sta lavorando anche a un altro importante progetto, quello che riguarda l'uso del fotovoltaico organico ossia basato su polimeri e altre molecole organiche che sciolti in opportuni solventi si trasformano in inchiostri "solari", capaci di catturare la luce e trasformarla in energia elettrica. «È possibile utilizzare strati di materiale di poche decine fino a qualche centinaio di nanometri, spessori circa 1000 volte inferiori a quelli di un capello - spiega Eni -. Il consumo di materiale è così ridotto che con un kg di polimero sarebbe possibile ricoprire di moduli fotovoltaici organici una superficie pari a quella di un campo da calcio».

Il progetto, anch'esso avviato nel 2007 ha sortito la messa a punto di un processo completo di stampa roll-to-roll per la realizzazione di moduli leggeri e flessibili su substrato plastico. «La tecnologia del fotovoltaico organico ha però ancora alcuni limiti - puntualizza l'azienda - che devono essere superati per una sua piena affermazione sul mercato, soprattutto in termini di efficienze di stabilità nel tempo».


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