Innovazione e Prodotti

Expocomfort, le agevolazioni rilanciano l'impiantistica: +1,4% per la produzione

L. Or.

A Milano in mostra le tecnologie made in Italy dell'idrotermosanitario, un comparto da 10 miliardi di euro che torna ad assumere

«Beh sì, in effetti 100 milioni sarebbe il record». Ugo Pettinaroli abbassa la voce, quasi a minimizzare, anche se i risultati invitano in effetti all’ottimismo. Per l’omonima azienda piemontese di valvole, che oltreconfine realizza il 95% dei ricavi, la crescita 2016 è targata soprattutto estero, come capita a tante realtà del settore. Area vasta dell’impiantistica che abbraccia una quota rilevante della nostra meccanica: dai rubinetti alle valvole, dai raccordi alle caldaie, dai condizionatori alle pompe idrauliche.

Un comparto idrotermosanitario da 10 miliardi di euro (che sale a 46 per il macro-settore dell’impiantistica) che nelle stime della federazione di categoria Anima, “bisserà” quest’anno i progressi realizzati nel 2015, con una crescite dell’1,4% della produzione grazie al +2,2% dell’export. Anche qui la crisi dell’edilizia in Italia ha frenato i ricavi delle aziende, pur se in misura ridotta grazie alla spinta in arrivo da ristrutturazioni e riqualificazioni, la parte principale del mercato. Nelle stime Cresme, che ora vede la fine del tunnel per le costruzioni, il calo degli addetti diretti dell’edilizia nella crisi è stato pari al 36%, appena del 7% per l’idrotermosanitario, che ora torna ad assumere.

Tecnologie in vetrina a Milano alla Mostra Convegno Expocomfort, maxi-rassegna da 2.155 espositori che satura quasi interamente il quartiere di FieraMilano, grazie alla presenza massiccia di espositori esteri ma soprattutto agli italiani, di gran lunga i più rappresentati tra gli stand. «È un’area di eccellenza della nostra meccanica - ricorda il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi - un settore virtuoso che ha saputo internazionalizzarsi: se i consumi interni ripartissero lo vedo tornare ai momenti brillanti del 2007». Gap rispetto al periodo pre-crisi che per alcune aziende è stato già chiuso.

«Se gli ordini tengono - spiega Marco Caleffi, presidente dell’omonimo gruppo - questo sarà un anno record, anche grazie all’Italia: con il Jobs Act nel 2016 assumeremo ancora ». Con 260 milioni di ricavi nelle valvole, 45% in Italia, il gruppo è un buon termometro del paese, dove una lieve risalita della domanda, disomogenea e incostante (nel settore la previsione 2016 è piatta), sembra iniziata.

«Anche se per noi vale solo il 10% dei ricavi - spiega Savino Rizzio di Vir - l’Italia nei nostri conti è tornata ai livelli pre-crisi».«Siamo al record storico di fatturato - spiega Aldo Bonomi, presidente di Rubinetterie Bresciane - e contiamo di crescere un poco anche quest’anno: in Italia qualcosa si muove anche se non lo definirei un rimbalzo ma qualcosa di molto più moderato». «Ci sono segnali incoraggianti - aggiunge il presidente di Anima Alberto Caprari - anche se il contesto in generale resta complicato. Eppure, basta fare un giro tra gli stand per vedere gli investimenti in tecnologia e innovazione delle nostre aziende, che occupano posizioni di vertice mondiale sia nella produzione che nell’export. Il settore dell’idrotermosanitario è il nostro fiore all’occhiello, la chiave di volta di gran parte di ciò che vediamo e viviamo nelle nostre case».

Innovazioni realizzate grazie agli investimenti, in crescita a 316 milioni nel 2016. «Il reparto ricerca e sviluppo - spiega Angelo Zanlari, direttore commerciale di Immergas - da noi occupa 60 persone: sono investimenti cruciali per restare competitivi».


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