Innovazione e Prodotti

Aitec, il cemento migliora le prestazioni ambientali e riduce le emissioni

Al. Le.

Nel triennio 2012-14 registrato un calo del 7,7% degli ossidi di zolfo, del 35,3% delle polveri e del 19,9% degli ossidi di azoto

Continuano a migliorare le performance ambientali del settore del cemento nel triennio 2012-2014. L'Aitec, l'associazione che unisce i produttori in Italia – ha presentato i risultati del terzo «Rapporto di sostenibilità» che rendiconta tutte le azioni significative in materia di sostenibilità delle aziende associate, che rappresentano circa il 90% della produzione nazionale di cemento.

L'associazione è stata la prima di settore, in ambito Confindustria, a redigere un rapporto di sostenibilità. Nell'industria del cemento, infatti, la gestione delle attività, gli investimenti e l'innovazione sono guidati da principi di sviluppo sostenibile, con l'obiettivo di minimizzare l'impatto ambientale dei processi produttivi, impegno che non è venuto meno nonostante la situazione congiunturale che ha portato la produzione dai circa 43 milioni di tonnellate del 2008 ai 21,5 milioni registrati nel 2014.

In questo contesto si segnala che il perimetro del nuovo rapporto di sostenibilità si è ridotto rispetto all'edizione precedente. Nel 2014, infatti, hanno contribuito alla costruzione degli indicatori del rapporto il 35 % in meno degli impianti a ciclo completo dotati di forni di cottura rispetto allo scorso anno (33 contro i 51 del 2013), per effetto della ristrutturazione intrapresa dal settore che ha privilegiato gli investimenti in impianti all'avanguardia in grado di sfruttare le nuove tecnologie.

Per questo motivo sul fronte della performance ambientale, particolarmente significativa risulta la riduzione delle emissioni specifiche medie del settore (valutate per singola tonnellata di clinker), indipendenti dai livelli di produzione e dal calo dovuto alla crisi.
Nel triennio rendicontato si registra infatti una diminuzione dei principali parametri emissivi, frutto di investimenti mirati in tecnologie di abbattimento degli inquinanti. Significativo anche l'aumento dell'efficienza energetica media degli impianti: i consumi termici sono calati del 4 % raggiungendo valori pari 3,6 GJ/t clinker in linea con le migliori tecnologie disponibili.

In particolare si osserva un abbattimento del 19,9% delle emissioni specifiche di ossidi di azoto, del 7,7% degli ossidi di zolfo e del 35,3% delle polveri, tutti parametri di processo che vengono monitorati costantemente per massimizzarne l'efficienza. Pertanto la riduzione delle emissioni specifiche ai camini si traduce anche nell' ottimizzazione del processo produttivo.

Il tasso di sostituzione delle materie naturali con scarti derivanti da altri processi industriali nel 2014 si è attestato al 6,6% in linea con i valori degli anni precedenti.
Nel triennio rendicontato le emissioni di Co2 evitate dal settore grazie all'utilizzo dei combustibili alternativi – che ha registrato un incremento del 3% - sono state superiori a 700mila tonnellate, anche se in Italia la sostituzione calorica si ferma al 13% rispetto alla media europea che si attesta intorno al 30%.

Principali sfide per il futuro per la sostenibilità del settore restano il miglioramento dell'efficienza energetica degli impianti attraverso la riduzione del consumo di combustibili fossili non rinnovabili e l'aumento dell'utilizzo di combustibili alternativi per diminuire ulteriormente le emissioni specifiche di Co2, il miglioramento delle prestazioni ambientali compatibilmente con lo sviluppo tecnologico e del mercato nonché la realizzazione di cementi di miscela innovativi a minor impatto ambientale.


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