Innovazione e Prodotti

Il miracolo del riciclo: pannolini e assorbenti diventano banchi per le scuole

Massimo Frontera

Una fornitura di banchi - realizzati dall'azienda calabrese Ecoplan utilizzando gli scarti della produzione di pannolini e olio di oliva - saranno donati alla scuola Giorgio La Pira di Firenze

Una fornitura gratuita di 25 nuovi banchi scolastici sarà consegnata stamattina a una scuola elementare di Firenze. Nulla di speciale tranne il fatto che le superfici dei banchi non sono fatte di legno e formica ma realizzate con un materiale ottenuto riciclando gli scarti della lavorazione della produzione dell'olio di oliva (la cosiddetta "sansa") e della produzione dei pannolini e assorbenti.

Questo materiale di riciclo è già stato utilizzato in vario modo (pannelli e mattonelle) ma è la prima volta che entra in una scuola. Nel caso in questione si tratta della scuola primaria intitolata a Giorgio La Pira. Neanche un visionario come lo storico sindaco "santo" di Firenze è arrivato a immaginare che un giorno dei bambini avrebbero studiato sui banchi fatti con lo stesso materiale usato per pannolini e assorbenti. A realizzare i banchi è la società calabrese Ecoplan, in partnership con l'Istituto Apab di Firenze. La donazione avverrà questa mattina, alla presenza del vicesindaco della città, Cristina Giachi e del sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone.

In questo caso il visionario è Domenico Cristofaro, fondatore, nel 1995, di Ecoplan e "inventore" di Ecomat, un materiale ottenuto utilizzando gli scarti della produzione della pasta di olive esausta e "inventore" di Ecomat, un materiale ottenuto utilizzando gli scarti della produzione della pasta di olive esausta. Da anni le mattonelle di Ecomat sono diventate un prodotto utilizzato nei lavori pubblici, per pavimentare piazze e marciapiedi. Grazie alla tenacia e caparbietà del suo fondatore, l'impresa è diventata un caso di studio: è una delle 25 eccellenze della green economy raccontate nel libro "Green Italy" realizzato dal presidente della Commissione Ambiente della Camera (ed ex presidente di Legambiente) Ermete Realacci.

Il materiale e la partnership
«Abbiamo ottenuto un materiale assolutamente nuovo, indistruttibile, resistente, nonché a prova di graffio e di gomma da masticare», dice Cristofaro. La scelta di utilizzare il materiale usato per fabbricare pannolini appare bizzarra. In realtà ha una sua logica: «il materiale è molto nobile - spiega Cristofaro - perché essendo destinata ad entrare in contatto con la pelle è di una qualità elevatissima». Per l'utilizzo e la lavorazione del materiale Ecoplan ha stretto una partnership con la Fater, la Joint venture paritetica tra Gruppo Angelini e Procter&Gamble, che fabbrica, tra le altre cose i pannolini Pampers e gli assorbenti Lines e Tampax.
«Il materiale - spiega sempre Cristofaro - è prodotto con un innovativo processo industriale unico al mondo. Viene mescolata la plastica contenuta negli scarti e negli sfridi della produzione di pannolini, pannoloni e assorbenti igienici assieme ai noccioli di olive (sansa esausta), provenienti dalla filiera di produzione dell'olio di oliva della Piana di Gioia Tauro». Dal punto di vista tecnico il materiale è in linea con il Dm Ambiente 8 maggio 2003, n.203 che impone alla Pa l'utilizzo preferenziale, almeno al 30%, dei materiali riciclati e riciclabili.
«La superficie ottenuta viene poi rivestita con una speciale vernice antibatterica, antisudore e antisaliva, e che consente inoltre di ottenere i necessari standard di riflettanza», aggiunge Cristofaro.

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Il montaggio realizzato da minori a rischio di esclusione sociale
In questo circolo virtuoso c'è spazio anche per un'altra buona notizia: l'Apab, l'istituto che opera nella formazione professionale che è il partner di Ecoplan nell'iniziativa fiorentina - ha coinvolto nell'assemblaggio dei banchi la mano d'opera prestata da minorenni a rischio di esclusione sociale. Si tratta di ragazzi, prevalentemente sottoposti a misura penale esterna e da detenuti che godono di permessi esterni per svolgere attività formative e di utilità sociale.

Il progetto «Teniamo Banco»
L'iniziativa di oggi a Firenze vuole anche promuovere unprogetto - ideato dalla stessa Ecoplan - e ribattezzato "Teniamo Banco" come possibile esito del contratto di sponsorizzazione tra soggetti privati e pubblici, in questo caso scuole e università al fine di migliorare e rinnovare gli arredi nelle scuole dell'obbligo e degli Atenei italiani.
Il progetto, come spiega sempre Cristofaro, «prevede due possibilità: la fornitura di arredi completi nuovi e cioè banchi e sedie completi di strutture in metallo da fornire a scuole di nuova realizzazione».
Ma la possibilità di gran lunga più frequente, ecologica e più conveniente per la scuola, è quella della «rigenerazione" dei banchi vecchi e inutilizzabili principalmente a causa del danneggiamento e dell'usura del piano in legno truciolare». In questo caso, basta appunto sostituire il vecchio piano d'appoggio con la superficie di riciclo. «In Italia, - aggiunge l'imprenditore calabrese - oltre il 75% del parco arredi scolastici ha più di 7 anni - e quindi in linea con il concetto di recupero, rammendo e riproposizione in chiave innovativa, ecologica e di efficientamento energetico dell'edificio tutto. Che poi è il concetto che il maestro Renzo Piano sta portando avanti a proposito delle periferie urbane».
Naturalmente, Renzo Piano, ha già ricevuto dallo stesso Cristofaro, tutte le informazioni sul nuovo materiale.


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