Innovazione e Prodotti

Melzi (Bravo solution): «Meglio le soluzioni cloud e con il servizio incluso»

G.La.

Parla Ezio Melzi, consigliere delegato di Bravo Solution Italia

Dottor Melzi, qual è il suggerimento da dare all'amministrazione di un comune capoluogo che non ha una piattaforma e che vorrebbe dotarsene?
Suggerirei di capitalizzare le esperienze di altre stazioni appaltanti che lo hanno già fatto e che si distinguono per avere ottenuto importanti risultati in termini di velocità di implementazione ed utilizzo effettivo e diffuso nei propri processi. Raccomanderei di selezionare le soluzioni tra prodotti già disponibili: tutto ciò che può servire ad una stazione appaltante esiste già, sia per la gestione dei processi di gara sia per le soluzioni di analisi e controllo della spesa. Raccomanderei di scegliere una soluzione in cloud, modalità oggi molto sicura e soprattutto più economica delle tradizionali soluzioni installate e sempre aggiornata anche in caso di cambiamenti della normativa. Per un progetto di avvio all'utilizzo di tali strumenti mi affiderei ad un partner in grado di offrire non solo le tecnologie ma anche tutti i servizi di supporto e formazione necessari all'uso delle nuove soluzioni.

Ci sono dei requisiti di sicurezza ai quali guardare? Quali sono gli standard da verificare?
Esistono tre certificazioni specifiche che attestano la conformità di una soluzione tecnologica ai massimi requisiti di sicurezza. I provider che possiedono tutte e tre queste certificazioni offrono soluzioni che assicurano le stazioni appaltanti utilizzatrici da possibili rischi. C'è l'Iso 22301: si riferisce alla garanzia di continuità del servizio, assicurata anche a fronte di fenomeni che potrebbero provocare l'interruzione dello stesso (pensiamo ad un incendio, un allagamento). La seconda è l'Iso 20000-1: il provider garantisce alla stazione appaltante di utilizzare processi specifici per il monitoraggio delle evoluzioni normative, garantendo quindi che la tecnologia acquistate dalla stazione appaltante sia sempre rispondente alle normative in vigore. La terza è l'Iso 27001: questa certificazione è la più importante, garantisce alla stazione appaltante la segretezza e la confidenzialità dei dati sensibili che riguardano i processi di gara. Una soluzione non certificata potrebbe essere violata e i dati delle gare messi a disposizione di organizzazioni e soggetti che ne farebbero un uso non etico. Lo standard ISO27001 impone al fornitore delle tecnologie di allestire misure di sicurezza specifiche a tre livelli: fisico, logico (applicazione) e di processi. Molti operatori si limitano a offrire certificazioni che rappresentano solo una garanzia per il livello fisico, ossia soltanto uno dei tre tasselli fondamentali.

Che livello di risparmio è possibile raggiungere con l'utilizzo di una piattaforma elettronica?
Il risparmio negoziale derivante dalle soluzioni tecnologiche può essere anche di diversi punti percentuali, oltre ai risparmi sui costi di processo, spesso molto significativi. E' difficile quantificarlo nel dettaglio perché molto dipende dal livello di partenza dell'ente, e cioè della sua efficienza nella gestione degli acquisti. E' inoltre importante sottolineare il contributo che le soluzioni di e procurement possono dare in termini di riduzione dei costi generati da fenomeni di corruzione negli appalti.

Le Regioni rappresentano il mercato più interessante dei prossimi mesi. Quali prospettive vede? Si aspetta l'avvio di gare per l'affidamento dei servizi?
Mi aspetto una reazione importante da parte delle Regioni verso la dotazione di strumenti che consentano di massimizzare l'efficacia della centralizzazione degli acquisti, con una forte attenzione alla qualità dei prodotti e servizi acquistati, oltre che al prezzo. Anche per la gestione centralizzata degli acquisti a livello regionale, o a livello di soggetto aggregatore, esistono già delle tecnologie ampiamente utilizzate e che possono essere implementate rapidamente, accelerando il conseguimento dei risultati. Si tratta di raccogliere i fabbisogni di più enti, standardizzarli, sfruttare le sinergie di volume, formulare i contratti quadro e controllarne l'esecuzione, rendere disponibili i cataloghi elettronici dei prodotti e servizi, permettere agli enti beneficiari delle azioni dei soggetti aggregatori di esprimere un parere sul livello di qualità e servizio della fornitura, ed infine, attraverso l'analisi automatizzata delle fatture, esercitare il controllo della spesa, dei consumi e fare benchmarking.

Sarebbe favorevole alla creazione di sistemi pienamente interoperabili che consentano una maggiore circolazione e valorizzazione dei dati?
Non è più così importante che i sistemi siano interfacciati, oggi esistono soluzioni tecnologiche basate su regole semantiche e tassonomiche che consentono di elaborare agevolmente dati provenienti da sistemi informativi diversi, anche in formati disomogenei


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