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Bondini (i-Faber): «Chi investe oggi, domani risparmia fino al 15%»

G.La.

Luca Bondini è Head of markets di I Faber

Dottor Bondini, qual è il suggerimento da dare all'amministrazione di un comune capoluogo che non ha una piattaforma e che vorrebbe dotarsene?
Il mio suggerimento è quello di rivolgersi ad un provider in grado di fornire soluzioni di procurement tecnologicamente avanzate per dotarsi di una piattaforma di mercato erogata nella modalità di software as a service. Infatti nei prossimi anni, per un'amministrazione che ancora non possiede una soluzione telematica per la gestione degli approvvigionamenti, saranno richiesti elevati investimenti e un'amministrazione, per quanto grande possa essere, non è in grado di sostenerli per implementare una soluzione di procurement in house. Questo è il motivo per cui è consigliabile rivolgersi ad un provider specializzato, in grado di gestire un'unica piattaforma in maniera parametrica per rispondere ed adeguarsi al meglio alle richieste di tutti i clienti, conseguendo in questo modo forti sinergie tra i molti clienti serviti. Oggi, a mio parere, una piattaforma costruita in house per una sola amministrazione è una scelta strategicamente non vantaggiosa.

Ci sono dei requisiti di sicurezza ai quali guardare? Quali sono gli standard da verificare?
Mi permetta di essere tranchant: è un falso problema. La sicurezza è un tema fondamentale per l'e-procurement e in particolar modo per quello pubblico, in cui i temi dell'integrità dei dati e della loro riservatezza sono elementi imprescindibili. E' importante sottolineare come il tema della sicurezza fino ad oggi non sia mai stato una issue. Piuttosto molte amministrazioni si sono nascoste dietro alla scusa della temuta non-sicurezza per paura e resistenza nell'affrontare i cambiamenti in atto, ma concretamente i rischi paventati non si sono mai verificati. In sintesi, la sicurezza per le piattaforme telematiche della pubblica amministrazione è un must, ma non è in discussione.

Che livello di risparmio è possibile raggiungere con l'utilizzo di una piattaforma elettronica?
Per quanto riguarda il saving che è possibile raggiungere tramite l'adozione di piattaforme telematiche, ci troviamo in linea con quanto calcolato dal Politecnico di Milano, che alla fine del 2013 ha effettuato uno studio tramite il proprio Osservatorio sull'e-procurement, evidenziando come i risparmi negoziali, grazie all'e-procurement, siano nell'intervallo tra il 10 e il 15 % dell'aggiudicato. Il risparmio generato è però solo una parte dei benefici che le pubbliche amministrazioni e tutti gli stakeholder coinvolti, incluse le collettività, possono conseguire tramite l'e-procurement. Oltre al saving negoziale è importante considerare anche il miglioramento della qualità dell'acquistato, il miglioramento della visibilità della spesa e della trasparenza verso il cittadino, e una migliorare completezza, tempestività ed accuratezza delle informazioni con il conseguente incremento di auditabilità dei dati relativi al procurement. Infine, credo che un elemento fondamentale sia quello di avere, e questo lo si può fare solo attraverso procedure telematiche, la possibilità di un controllo di gestione del procurement.

Le Regioni rappresentano il mercato più interessante dei prossimi mesi. Quali prospettive vede? Si aspetta l'avvio di gare per l'affidamento dei servizi?
Certamente. Alcune sono già in corso, altre da poco aggiudicate, altre ancora saranno bandite a breve. Sicuramente non solo da parte delle regioni ma anche degli altri soggetti che sono rientrati nel novero dei 35 soggetti aggregatori. Se infatti guardiamo alla lista, così come è stata stilata dall'Anac, su 35 soggetti credo che non più di una decina siano dotati di una piattaforma di e-procurement. Sono ancora meno quelli che possiedono una piattaforma di e-procurement di mercato che, come sottolineato prima, credo che si affermerà come una scelta necessaria nei prossimi anni se si vuole che il procurement porti realmente benefici economici, senza che questi siano annullati da investimenti in piattaforme costruite in house.

Sarebbe favorevole alla creazione di sistemi pienamente interoperabili che consentano una maggiore circolazione e valorizzazione dei dati?
Sicuramente. Con questo punto torniamo al tema introdotto prima, quello del controllo di gestione dello stato. Il controllo di gestione sull'e-procurement deve necessariamente passare attraverso dati strutturati, che devono risiedere sulle piattaforme telematiche e chiaramente quanto più queste piattaforme telematiche sono interoperabili tra loro, tanto più sarà possibile lavorare su questi dati e da questi estrarre informazioni rilevanti per le decisioni prese in ambito della spesa pubblica.


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