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Cemento calce e gesso, rinnovato il contratto nazionale: 90 euro in più

Giuseppe Latour

L'accordo riguarda 10mila lavoratori della filiera industriale legata alle costruzioni e scatta dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2018

Arriva il primo rinnovo del nuovo ciclo di contrattazione nel settore delle costruzioni. Mentre l'edilizia è ancora alle prese con la definizione della partita dei contratti di secondo livello, i rappresentanti della filiera del cemento, della calce e del gesso hanno siglato l'accordo che sarà valido dal primo gennaio del 2016 fino alla fine del 2018. Riguarda 10mila lavoratori del comparto e prevede un totale di aumenti pari a 90 euro in busta paga per un operaio specializzato di terzo livello.

Il compromesso è stato firmato nella tarda serata di martedì tra i rappresentanti di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil e quelli di Federmaco, sigla che riunisce per la sottoscrizione del contratto l'associazione del cemento, Aitec e quella di calce, gesso e malte, Cagema. La trattativa è stata chiusa, addirittura, con un mese di anticipo rispetto alla scadenza contrattuale, fissata per il prossimo 31 dicembre.

I segretari nazionali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, Fabrizio Pascucci, Riccardo Gentile e Marinella Meschieri, si sono detti soddisfatti per essere riusciti a portare a casa «un buon risultato che rafforza il sistema dei diritti d'informazione, la gestione degli appalti, il demansionamento e il welfare integrativo, nonché il potere di acquisto dei lavoratori con un aumento salariale pari a 90 euro al livello medio».

La tabella degli aumenti, infatti, prevede per gli operai specializzati di terzo livello un aumento di 40 euro al primo dicembre del 2016, uno di 30 euro al primo dicembre del 2017 e uno di 20 euro al primo ottobre del 2018, per un totale di 90 euro nel triennio di vigenza dell'accordo. Per l'area direttiva gli adeguamenti arriveranno fino a quota 135 euro totali.
Oltre agli adeguamenti salariali, ovviamente, nel contratto nazionale sono state affrontate anche altre questioni. E, nello specifico, sono stati rivisti gli istituti della sanità integrativa, che sarà estesa a tutti i lavoratori (13 euro mensili a totale carico delle aziende), è stata ritoccata la previdenza complementare (la parte a carico del datore di lavoro aumenta dello 0,20%), ed è stata incrementata l'indennità per il lavoro notturno (+2%). «Attenzione particolare – aggiungono dai sindacati – è stata data ai temi della legalità, alla sicurezza e alla formazione per i responsabili dei lavoratori per la sicurezza, al diritto allo studio anche per partecipazione a corsi universitari, ai congedi non retribuiti per i casi di disturbi comportamentali patologici». Saranno anche introdotte nuove norme con la definizione di un codice di condotta in caso di molestie e mobbing. Sui temi delle cave e dei combustibili alternativi, infine, sono stati sottoscritti due avvisi comuni.


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