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Roma, la sede generale dell'Ifad ottiene la certificazione Leed Platinum

Mila Fiordalisi

Il restyling interamente votato all'ecosostenibilità e puntato sul risparmio dei consumi di energia, acqua e carta è stato portato avanti insieme con Habitech

È una delle sedi più green d'Italia quella che a Roma ospita il quartier generale dell'Ifad (Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo). L'edificio ha ottenuto la massima certificazione –Platinum - nell'ambito dello standard Leed per la gestione e manutenzione degli edifici esistenti.

Già insignita del bollino "Gold" nel 2010, la sede capitolina dell'Ifad, è riuscita a salire ancor più in alto grazie ad un processo che a partire dal 2009 ha visto l'edificio protagonista di un restyling interamente votato all'ecosostenibilità e puntato sul risparmio dei consumi di energia, acqua e carta. Il progetto è stato portato avanti insieme con Habitech - società specializzata nella consulenza per il green building – scelta da Ifad in qualità di partner.

«Dal 2010 l'Ifad ha ridotto drasticamente il proprio consumo energetico, e le nostre emissioni di carbonio sono scese da 5579 tonnellate a 3930», ha sottolineato il presidente Kanayo F. Nwanze in occasione della cerimonia per il conseguimento della certificazione. In dettaglio, è sceso del 29% il consumo di acqua, del 9% quello energetico e del 6% quello della carta. L'energia prodotta dai pannelli solari installati sulla copertura dell'edificio è in grado di soddisfare il 40% del fabbisogno energetico in termini di produzione di acqua calda sanitaria. Ampliato l'impianto di riciclo dell'acqua, la cui capacità è stata portata da 5mila a 20mila tonnellate, a servizio in particolare dell'impianto di irrigazione esterno. Nell'ambito dei lavori di riqualificazione dell'edificio sono stati scelti materiali naturali ed ecosostenibili come ad esempio il travertino a kilometro zero e la gomma naturale per le pavimentazioni.

Il progetto, oltre a fare leva sugli interventi strutturali, prevede anche una serie di iniziative che vedono coinvolti i dipendenti: per bilanciare le emissioni prodotte dai viaggi aerei il Fondo ha infatti deciso di investire nella compensazione delle emissioni di carbonio tramite la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e allo stesso tempo incoraggia l'uso della teleconferenza per ridurre il numero di viaggi. E la sfida in nome dell'ecosostenibilità non si ferma qui: benché l'edificio abbia già ottenuto la più alta certificazione Leed, l'agenzia continuerà a mettere a punto iniziative "green". "Vogliamo essere da esempio per altre agenzie delle Nazioni Unite", ha sottolineato il presidente.


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