Lavori Pubblici

Migranti, al via i bandi per la ristrutturazione delle caserme

Con i continui sbarchi di migranti e i prefetti impegnati in una difficile ricerca di posti da destinare all'accoglienza, il Viminale studia soluzioni per alleggerire il carico che grava sulle Regioni più intasate. La via d'uscita, spiegano fonti del ministero all'Adnkronos, potrebbe essere quella di utilizzare alcune delle strutture dismesse che la Difesa ha messo a disposizione del Dipartimento Libertà civili e immigrazione del Viminale. Strutture però attualmente inagibili in tutto o in parte e quindi non utilizzabili nell'immediato per accogliere i migranti.

Per questo, spiegano dal ministero, si stanno avviando le gare d'appalto per i lavori di ristrutturazione all'interno di due strutture, l'ex caserma Gasparro di Messina e la De Carolis di Civitavecchia. Le due caserme, spiegano dal Viminale, hanno una capienza notevole ma la strategia è quella di «non propendere per i grandi numeri», evitando l'affollamento di troppe persone nello stesso luogo, sempre nel rispetto della logica del «minore impatto possibile sul territorio». Prima di poter utilizzare le due strutture, si sottolinea dal ministero, potrebbero volerci alcuni mesi e, nel frattempo, si continuerà a lavorare per garantire il funzionamento del sistema, un lavoro costante che procede «al di là di tutte le polemiche politiche».

In totale, le caserme messe a disposizione dalla Difesa sono otto (tre in Sicilia, due in Friuli Venezia Giulia e una in Puglia, Calabria e Campania). A queste vanno aggiunti trenta immobili che stanno per essere ceduti gratuitamente agli enti locali attraverso l'Agenzia del demanio, in ottemperanza del decreto sul federalismo demaniale del 2010 (14 tra Piemonte e Valle D'Aosta, sei in Veneto, tre in Emilia Romagna, due in Calabria e Lombardia e uno in Lazio, Marche e Toscana). L'idea dei tecnici dell'Interno è però quella di ricorrere il meno possibile al loro utilizzo per gli scopi dell'accoglienza, cercando soluzioni alternative che consentano di fare a meno del loro impiego.


© RIPRODUZIONE RISERVATA