Ambiente e Trasporti

Acqua, nel 2014 investimenti +7,6% nelle prime 10 società - La mappa del servizio idrico e le diffide

Alessandro Arona

Acea, Hera e le altre Top Utilities locali: +7,6% nella spesa effettiva per migliorare le reti (834 milioni di euro), a fronte di ricavi in crescita del 4,8% - I dati sulle dieci società dal 2011 al 2014

L'Autorità per l'energia (e servizio idrico), l'Anea (associazione enti d'ambito) e gli operatori (Federutility, da poco ribattezzato «Utilitalia») parlano di un trend in crescita per gli investimenti nel settore idrico, spinto soprattutto dalla maggiore certezza (dal 2012) nel regime tariffario, con previsione di aumento indicata nei piani d'ambito (i dati Anea ). Ma finora nessuno aveva ancora dati precisi a consuntivo sul 2014.

Le prime indicazioni effettive - in attesa della relazione dell'Autorità il 24 giugno - vengono dai bilanci delle prime dieci società di gestione idrica, raccolti da «Edilizia e Territorio» con la collaborazione di Federutility e delle società interessate: nel 2014 le Top 10 utilities hanno investito 834 milioni di euro (è circa il 50% degli investimenti totali), pari al 7,6% in più rispetto al 2013.
Nello stesso anno hanno fatturato dai servizi idrici 3.656 milioni di euro, il 4,8% in più del 2013.

Leggi la tabella con i dati 2011-2014 della Top 10 idrica

La crescita più consistente negli investimenti si è registrata, nel 2014, per l'Acquedotto pugliese, la società della Regione Puglia che gestisce il servizio idrico nell'Ato unico regionale: dai 144 milioni del 2013 ai 171 milioni del 2014, pari al +18,7%. Il dato era ancora più basso nel 2012 (137 milioni), ma un valore simile, 168 milioni, era già stato toccato da Aqp nel 2011.
Crescita consistente anche per Acea (Comune di Roma al 51%, il resto privati, tra cui il 18,6% flottante in borsa), che per la gestione a Roma e provincia sale da 130 a 149 milioni investiti, +14,6% (la società ci ha fornito solo questi dati per il 2013 e 2014, il che non li rende confrontabili con quelli 2011-2012 raccolti da Althesys, che si riferivano a tutte le gestioni idriche di Acea, anche quelle fuori dalla provincia di Roma).
Crescite consistenti ancne per Iren (provincia di Genova e parte delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia), +9,2% da 76 a 83 milioni. E per Hera (province di Bologna, Ferrara, Modena, Imola, Ravenna, Forlì, Rimini, Pesaro, Padova, Trieste), +8,6% da 106 a 115 milioni.

Il RAPPORTO TRA INVESTIMENTI E FATTURATO vale in media, sempre nel 2014 per le prime dieci società idriche per fatturato, il 22,8%, in lieve aumento rispetto al 22,2% del 2013, ma in calo rispetto al 23,3% del 2012 e al 26,6% del 2011.
Tra le società, il rapporto minimo investimenti/ricavi (per 100) è registrato nel 2014 da Hera (il 14,7%, investimenti per 115 milioni su 780 di fatturato), mentre all'estremo opposto c'è Acquedotto Pugliese, con il 35,7% (investimenti per 171 milioni su 479 milioni di fatturato)
Dopo Aqp troviamo Publiacqua (province di Firenze, PRato e Pistoia), con il 35,2%, Acque Spa (basso Valdarno, Toscana), con il 30%; Gruppo Cap (provincia di Milano escluso capoluogo), con il 26%; poi Mm (Milano città), con il 25,5%; Acea (Roma e provincia) con il 22,8%: Smat (provincia di Torino) con il 19,7%; Iren (Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia) e Abbanoa (Sardegna) entrambe con il 18%; e infine Hera (province di Bologna, Ferrara, Modena, Imola, Ravenna, Forlì, Rimini, Pesaro, Padova, Trieste) con il 14,74%.

La mappa del servizio idrico, lo Sblocca Italia e le diffide alle Regioni inadempienti


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