Lavori Pubblici

Faraone (Miur): sulla graduatoria unica per l'edilizia scolastica anche i fondi Pon

Massimo Frontera

Il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, annuncia l'arrivo di ulteriori finanziamenti a scorrimento della graduatoria unica nazionale

«Vorrei essere chiaro. Dopo la confusione di piani e programmi che si sono affastellati nel corso dei governi precedenti, noi oggi variamo la programmazione unica nazionale per l'edilizia scolastica. È una grande novità, rispetto al passato. Questo vuol dire intervenire in maniera strategica e mirata. Basta interventi "occasionali"». Davide Faraone, sottosegretario all'Istruzione con delega all'edilizia scolastica, non si stanca di sottolineare la grande novità della programmazione unica che il Miur approva in questi giorni e che sarà il riferimento unico per tutti gli interventi sulla scuola nel prossimo triennio. «La programmazione unica – prosegue – è fondamentale per far sì che si possa lavorare con criterio sulle criticità e per far sì che i finanziamenti non vengano dispersi e anzi possano essere utilizzati fino all'ultimo centesimo e in maniera capillare».

Però continuano a esserci una pluralità di fonti di finanziamento.
Il problema non è avere più fonti di finanziamento, ben vengano le risorse destinate all'edilizia scolastica. Il problema è usare - e non disperdere - quei finanziamenti e farlo in maniera risolutiva, non con interventi tampone. E comunque l'obiettivo che ci siamo posti è quello della graduatoria unica.

In che modo?
Le faccio un esempio, ci sono 40 milioni per interventi di adeguamento antisismico finanziati con un programma della Protezione civile. Le risorse riguardano due annualità, 2014 e 2015. Faremo in modo che sia il Miur gestire quei fondi, approvandoli con un nostro decreto. Faremo confluire gli interventi sulla graduatoria unica nazionale che approviamo entro il 31 maggio, andando a finanziare, all'interno della graduatoria, gli interventi che necessitano di un adeguamento antisismico».

Ci sono anche 380 milioni di fondi Pon, ancora tutti da assegnare a cinque regioni del Sud.
Infatti, e vogliamo fare la stessa cosa anche lì. Ovviamente le risorse riguardano solo Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia e Puglia. Ma anche in questo caso stiamo cercando di non avere due liste di interventi, quelli Pon e poi la programmazione unica. Stiamo cercando di integrare le due operazioni. In questo modo la graduatoria unica scorrerà più rapidamente. L'ho detto e lo ripeto. La programmazione degli interventi sarà una sola, nazionale; ed è su quella che verranno convogliate tutte le risorse, da ora in avanti.

Parliamo del decreto mutui. Su quanti soldi si potrà contare in tutto?
Su circa 905 milioni, in base a un tasso di ammortamento, concordato con il dipartimento del Tesoro, che consideriamo prudenziale. Senza contare quanto previsto dal ddl della buona scuola.

Prudenziale in che senso?
Nel senso che sarà possibile rimodularlo in corso d'opera, anche nel primo periodo di tempo che intercorre tra la stipula del contratto da parte della Regione e la prima erogazione delle risorse. Abbiamo fatto questa scelta, anche d'accordo con le Regioni, per dare una certezza agli enti locali. Non vogliamo creare aspettative che potrebbero essere disattese. Cifra stilistica di questo governo è l'investimento di risorse. Ma anche la trasparenza e la correttezza nei confronti degli enti locali. E questo vale anche in questo caso. In questo modo è possibile compilare una lista di enti che riceveranno con certezza i soldi. Diversamente, avremmo gettato nell'incertezza quei comuni che erano al limite, nella parte più bassa della graduatoria. Ma già sappiamo che ci saranno risorse aggiuntive da ricollocare, sia perché si potrà modificare il tasso di ammortamento, sia perché riutilizzeremo i ribassi d'asta per lo scorrimento della lista».

Quando si potrà partire con gli interventi?
Il decreto di autorizzazione alla stipula dei mutui lo firmiamo entro il termine del 31 maggio, e subito dopo lo mandiamo alla firma degli altri ministri cofirmatari: dell'Economia e delle Infrastrutture.

Come verranno erogate le risorse?
Ci sarà un monitoraggio on line passo per passo. Chi non ha pagato gli stati di avanzamento dei lavori non riceverà le risorse per lo step successivo. A prevederlo è il contratto che firmeranno le Regioni. Vogliamo che i fondi vengano usati in maniera responsabile. Sull'edilizia scolastica, e quindi sulla sicurezza degli istituti che frequentano i ragazzi, non facciamo sconti.

A proposito di risorse. Gli emendamenti approvati alla Camera al Ddl della buona scuola (ora al Senato) hanno incrementato le risorse.
È così. Abbiamo aggiunto 10 milioni in più all'anno per trent'anni sul cosiddetto decreto mutui, per l'ammortamento del prestito Bei. E poi abbiamo ritagliato una dotazione annua aggiuntiva dedicata alle sole scuole artistiche musicali e coreutiche, anche in questo caso per l'accensione di mutui a trent'anni con la Bei. Ci siamo riusciti. Ma lei non ha idea delle guerre che abbiamo dovuto fare. Chi prima di noi era riuscito a fare tanto? Spendersi per trovare risorse da destinare alla sicurezza delle scuole, impegnarsi per la costruzione di istituti nuovi e anche altamente innovativi (300 milioni ulteriori andranno su questo), puntare sul monitoraggio degli interventi, rimettere la questione dell'edilizia scolastica al centro dell'azione di governo rendendo realmente attivo l'Osservatorio e decidendo di pubblicare i dati dell'Anagrafe degli istituti. Noi lo stiamo facendo perché abbiamo a cuore i ragazzi e il futuro del nostro Paese.


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