Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, Delrio: in tre regioni un miliardo di euro da riprogrammare

Massimo Frontera

Tre regioni del Sud in ritardo nell'attuazione di 10mila interventi finanziati con 2,3 miliardi. Delrio: chiederò più efficienza agli uffici regionali del Genio civile, coinvolgeremo anche i provveditorati

Sull'edilizia scolastica il governo passa al redde rationem con le Regioni. I primi schiaffoni sono andati alla Calabria, alla Campania e alla Sicilia. «In queste tre Regioni ci sono programmi di l'edilizia scolastica per 2,3 miliardi di risorse in totale e 9.936 interventi finanziati», esordisce il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, nella conferenza stampa seguita all'incontro con i rappresentanti delle regioni e dell'Agenzia per la coesione, coinvolta nella task force che ha cercato di fare un po' di chiarezza nel buco nero della gestione regionale di questi progetti. Un buco nero che - va subito detto - comincia solo ora a essere esplorato.

Nell'ambito di queste somme, «più di un miliardo è riprogrammabile», ha anticipato Delrio. Per attribuire nuovamente queste risorse potranno essere considerati (nell'ambito della stessa Regione) i progetti inseriti nella programmazione nazionale degli interventi di edilizia scolastica che il ministero dell'Istruzione sta per approvare. Il governo considera questo piano nazionale l'unica lista di interventi sulla quale far convergere le risorse presenti e future. Ad oggi, tutte le regioni hanno consegnato al Miur la programmazione triennale e le priorità dei progetti da finanziare nel primo anno.

Il ministro delle Infrastrutture, affiancato dal direttore dell'Agenzia per la coesione, Ludovica Agrò, ha comunicato il bilancio di un anno di lavoro condotto dalla task force governo-regioni, che ha messo sotto la lente quasi 400 iniziative (397, per la precisione) nelle tre Regioni del Mezzogiorno. Ebbene, solo nel 27% dei casi l'esito è stato positivo, nel senso che i responsabili del procedimento hanno rimesso in carreggiata il progetto e lo stanno facendo marciare entro i tempi nuovamente concordati. Nel 51% dei casi, questo risultato non è stato ottenuto (esito negativo). Negli altri casi le procedure sono in corso e non c'è ancora una valutazione né positiva né negativa. Questo campione esaminato vale 250 milioni di euro, poco più di un decimo del totale dei finanziamenti assegnati a Sicilia, Calabria e Campania.

La diagnosi: mancano i progetti, non c'è «presidio», inerzia dilagante della Pa
«l problema non sono i soldi - ha sottolineato Delrio - perché i soldi ci sono, e sono anche tanti. I problemi sono la mancanza di progettualità e la mancanza di un presidio sull'intervento». Dai dati che sono stati comunicati è anche evidente che per anni è mancato un monitoraggio dei progetti. Lo spaccato offerto dalle tre Regioni analizzate, ha anche consentito di capire meglio la frammentazione che caratterizza i programmi di edilizia scolastica, con innumerevoli fonti di finanziamento: dalla legge "madre" del 1996 (n.23) sull'edilizia scolastica, passando per i piani stralcio (finanziati rispettivamente con le delibere Cipe del 2010 e del 2012), fino ad arrivare ai fondi strutturali, ai fondi Pon e i provvedimenti degli ultimi governi (Monti, Letta, Renzi). Un mix che diventa devastante nel momento in cui i sindaci "costruiscono" finanziariamente gli interventi mettendo insieme linee di finanziamento diverse. «Ve lo dico da sindaco - spiega infatti Delrio -: quando si deve finanziare un progetto il sindaco mette insieme le risorse che trova pescando da varie fonti». Se il meccanismo si inceppa da qualche parte entra in scena l'inerzia della macchina amministrativa: l'analisi della task force ha rivelato che l'«inadeguatezza tecnica e/o inerzia del soggetto attuatore» è di gran lunga la principale causa del blocco dei progetti in tutte e tre le Regioni esaminate.

La terapia: in campo provveditorati e le strutture regionali del genio civile
«Io non voglio l'analisi sociologica sul perché l'intervento è fermo, io voglio rimetterlo in marcia e portarlo alla realizzazione - ha detto Delrio -. Chiederò un incontro con il presidente delle Regioni Chiamparino perché voglio coinvolgere direttamente loro e in particolare le strutture dell'ex genio civile che oggi sono nell'ambito regionale. Ma voglio fare lo stesso anche con i provveditorati». «Attiveremo meccanismi di sorveglianza - ha poi assicurato - e di revoca dei finanziamenti se i tempi non vengono rispettati».

Intanto l'ambito di indagine della task force si è ampliato. Il monitoraggio, ha riferito sempre il ministro, sarà esteso ancheal programma, in fase di avvio, finanziato da un prestito Bei disciplinato dal cosiddetto decreto mutui di gennaio scorso . Inoltre, da oggi, nel monitoraggio della task force entrano anche altre quattro regioni: Puglia, Lazio, Basilicata e Lombardia.

Il bilancio dell'esame condotto dalla task force governo-regioni su circa 400 progetti in Sicilia, Campania e Calabria


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