Lavori Pubblici

Città della Salute, per le regole Ue questo non è un project financing

Alessandro Arona

Contributo pubblico all'85%, il costo dovrà essere contabilizzato in bilancio - Il presidente di Ilspa difende la concessione ma non spiega perché è più conveniente di un appalto tradizionale

Riparte dopo un anno la gara in concessione per la Città della Salute di Sesto San Giovanni in concessione. La procedura era stata sospesa per i sequestri di atti fatti dalla Guardia di Finanza (dalle intercettazioni dell'ex direttore di Infrastrutture Lombarda Spa Antonio Rognoni sembrava potesse esserci stata una scrittura dei requisiti di gara a misura di una delle imprese partecipanti), ma nessuna accusa specifica è poi emersa e la gara a inizio anno è ripartita.

Ma il punto non è questo. Il punto è che Infrastrutture Lombarde Spa ha messo in gara una concessione con durata massima trent'anni che prevede un investimento di 323 milioni coperto fino all'85% da contributo pubblico, una circostanza che in base alle regole Eurostat (manuale Sec 2010) sfora il tetto massimo del 50% di contributo pubblico per considerare un'operazione di partenariato pubblico-privato "OFF balance". Insomma, se il contributo pubblico supera quello privato l'opera deve essere considerata "pubblica", e l'intero costo contabilizzato nel bilancio pubblico.
Si può fare in base al codice appalti attuale, ma non è e non va chiamata "project financing".

Le linee guida sul PPP appena pubblicate dalla presidenza del Consiglio (pagina 39 e seguenti) sottolineano l'importanza del rispetto di queste regole, perché sono - insieme all'effettivo trasferimenbto del rischio ai privati - i principi base che servono a capire se lo strumento della concessione (o di PPP) "conviene" alla pubblica amministrazione, rispetto all'alternativa di un appalto di lavori tradizionale finanziato con mutuo, affiancato da gare per affidare all'esterno i servizi.

Le linee guda PPP e lo studio Mef sul PPP sottolineano inoltre che in Italia non si fa quasi mai il PPP test, l'analisi cioè "value fo money" che la scelta della concessione sia la migliore rispetto alle alternative, analisi che invece dovrebbe diventare obbligatoria.

L'Istat inoltre ha dimostrato che il 71% dei PPP "freddi" lanciati negli ultimi anni non aveva i requisiti Eurostat per essere considerato fuori bilancio, non trasferiva cioè effettivamente i rischi ai privati, coprendoli con canoni fissi o clausole di salvaguardia. Tra i casi "censurati" dall'Istat ce ne sono certamente alcuni di Infrastrutture Lombarde Spa.

Siamo sicuri che l'operazione Città della Salute così come concepita all'epoca di Antonio Rognoni direttore di Ispa (ora rinviato a giudizio per l'inchiesta Expo-Ilspa) sia la migliore possibile per la convenienza pubblica? Investimento da 323 milioni di cui l'85% a carico del pubblico e solo 54 dai privati, concessione con durata 30 anni a base d'asta, con tutti i servizi all'esterno senza possibilità di riaffidarli per tre decadi. E' stata fatta una rigorosa analisi costi-benefici sulle possibili alternative? E' indispensabile un contributo così alto?

Il nuovo presidente di Ilspa Paolo Besozzi difende l'operazione, ma non spiega perch√© . Non spiega inoltre come intende evitare in futuro i project financing OFF balance messi in campo per gli ospedali. Il nodo non è la corruzione, ma il migliore utilizzo del denaro pubblico nell'intero arco di vita della concessione.


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