Lavori Pubblici

Autostrada Piacenza-Brescia, gara alla Satap: altri 88 km al Gruppo Gavio

Alessandro Arona

Il numero due autostradale estende la sua rete che già oggi conta 1.400 km - Previsti 683 milioni di euro di investimenti, di cui 423 per lavori (li farà Itinera) e 260 da indennizzo a Centropadane

Il Gruppo Gavio aggiunge altri 88 chilometri, la A21 nella tratta Piacenza-Cremona-Brescia, alla sua rete autostradale nel nord Italia (circa 1.400 km). L'Ati controllata da Satap si è infatti aggiudicata la gara del Ministero delle Infrastrutture per assegnare la concessione della A21 Piacenza-Brescia, dopo la scadenza della precedente gestione di Centropadane , battendo l'altra offerta del Consorzio Sis (la società italo-spagnola guidata con il 51% dalla Finic di Torino con la Sacyr y Vallermoso al 49%).

Nella seduta pubblica al Mit tenutasi l'11 maggio, della gara per l'affidamento in concessione
dell'autostrada "A21 Piacenza-Cremona-Brescia", il presidente della Commissione di Gara nominata dal Ministero delle Infrastrutture ha comunicato di aver concluso la verifica di congruità con esito positivo per le offerte di entrambi i concorrenti e, conseguentemente, sulla base della graduatoria risultante dalla precedente seduta pubblica, ha individuato quale aggiudicatario
provvisorio
il raggruppamento temporaneo d'imprese (Rti) guidato con il 70% da Satap Atap Spa (Gruppo Gavio) insieme alla collegata Itinera Spa al 30% (impresa di costruzioni sempre del Gruppo Gavio).
L'aggiudicazione definitiva da parte del Mit è arrivata il giorno successivo, il 12 maggio, dopo aver espletato a tempo record tutti gli adempimenti procedurali previsti ex lege.

L'autostrada A21 Piacenza-Brescia (88,6 km) era finora gestita da Centropadane (vicenda bloccata da anni dopo la scadenza della concessione nel settembre 2011,
si veda la storia ), con due offerte pervenute a inizio febbraio (si veda il servizio ), una dal gruppo Gavio e l'altra dagli italo-spagnoli del Consorzio Sis (51% Finic, 49% Sacyr).
Il 27 marzo scorso la commissione di gara ha reso noto che l'offerta del Gruppo Gavio ha superato per 91,54 punti contro 88,47 quella del Consorzio Sis: l'aggiudicazione è ora arrivata, l'11 maggio.
Il bando per la A21 prevedeva la realizzazione di investimenti per 683 milioni di euro, di cui 260 milioni di indennizzo da versare al precedente concessionario Centropadane (la concessione è scaduta il 30 settembre 2011, e da allora procede in regime di prorogazio) come quota di investimenti non ammortizzati (valore di subentro), e 423 milioni di investimenti veri e propri. Tra questi ultimi ci sono 60 milioni per manutenzione straordinaria e 383 per la prosecuzione degli investimenti previsti dalla convenzione unica del 7 novembre 2007 e interrotti da Centropadane dopo la scadenza della concessione.
Spicca tra questi ultimi, in particolare, il raccordo Ospitaletti-Montichiari, 95 milioni, la tangenziale sud di Brescia che dovrebbe svolgere un ruolo chiave per la connessione su Brescia della Brebemi, e la cui mancata realizzazione entro il 2014 - a causa del rinvio delle gara per la concessione - sta causando gravi problemi all'accessibilità della nuova Milano-Brescia.

«Come da indicazioni della Commissione Europea - ha scritto ieri un comunicato del ministero delle Infrastrutture, da un mese guidato da Graziano Delrio - e del Governo Renzi che nel 2014 ha riattivato e portato ora a completamento la gara, bandita dall'Anas nel 2012, si tratta del primo importante traguardo cui farà seguito a breve l'affidamento anche della concessione dell'A3 Napoli-Pompei-Salerno nonché delle ulteriori concessioni autostradali che via via perverranno a scadenza nei prossimi anni»

La messa in gara delle concessioni scadute della A21 e della A3 Napoli-Salerno era prevista dallo stesso decreto Sblocca Italia (art. 5 comma 4), mentre sul resto della rete era stato prevista la possibilità delle proroghe, previa autorizzazione della Commissione europea (commi 1-2).
Già scaduta è la concessione di Autobrennero, in scadenza (31 marzo 2017) è Autovie Venete. In questi casi, come abbiamo già scritto , gli ostacoli alla gara sono non tanto tecnici (i valori di subentro da imporre a chi partecipa sarebbero sostenibili) quanto politici, la forte opposizione cioè delle Province autonome di Trento e Bolzano nel primo caso e della Regione Friuli Venezia Giulia nel secondo.

C'è poi Autostrade Brescia-Padova, la cui concessione scaderà il 30 giugno prossimo se non sarà approvato il progetto definitivo della Valdastico Nord (prolungamento della A31 da Verona a Trento): la provincia di Trento è contraria, per approvare il progetto serve una delibera di Consiglio dei Ministri, l'allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ci provò varie volte a portaro all'ordine del giorno, probabile che Delrio lasci perdere, e in quel caso, già da oggi vista la scadenza ravvicinata, la gara potrebbe essere lanciata.
Tra i principali sostenitori della Valdastico Nord c'era la Regione Veneto di Luca Zaia (ora si vedrà dopo le elezioni di fine mese), ma nell'azionariato di Brescia-Padova (a spingere per la proroga) ci sono colossi come Intesa Sanpaolo e Astaldi, e gli enti locali di Milano, Brescia, Verona, Vicenza, Padova e Venezia.

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