Lavori Pubblici

Delle Piane (giovani Ance): «Vince chi è capace di fare innovazione»

Massimo Frontera

Il presidente del giovani costruttori dell'Ance indica i driver del cambiamento su cui si gioca l'evoluzione del settore delle costruzioni

Ora è l'Expo, a breve c'è il Giubileo straordinario. Il settore delle costruzioni devono saper approfittare le occasioni ma deve anche sapere rinnovarsi, scommettendo sull'innovazione, le tecnologie, la revisione dei processi aziendali e cercando di essere sempre più attento alla domanda. Su queste scelte - e su questa capacità delle imprese di affrontare i nuovi tempi - si gioca la possibilità di continuare o meno l'attività.

Questo, in sintesi il messaggio che Filippo Delle Piane, presidente dei giovani imprenditori dell'Ance, ha voluto mandare alla platea dei giovani imprenditori riuniti nel convegno annuale. Delle Piane ha parlato nella cornice della Triennale di Milano, a due passi dall'Expo. Convegno dal titolo eloquente e al tempo stesso sibillino: "Oggi è già domani". «Oggi - dice Delle Piane - il mercato ci dice che non c'è posto per tutti, quindi è il momento per cominciare a dire che le regole devono cambiare. Si tratta di cercare di selezionare gli attori che avranno posto dentro questo contenitore più piccolo attraverso percorsi virtuosi perchè oggi, purtroppo, la selezione attraverso burocrazia e stretta creditizia favorisce non i più sani e più competitivi ma quelli che non hanno problemi di liquidità. Quindi noi per primi dobbiamo pretendere che l'asticella sia più in alto, che sia più difficile tutto perchè noi siamo attrezzati per le situazioni difficili. Se invece la selezione passa su requisiti che non dicono nulla, rischiamo di perderci».

Un discorso duro, in cui non ci sono sconti per nessuno. «Quello che nel mondo del mercato privato è norma quasi scontata, cioè la selezione viene fatta in base all'affidabilità e ai risultati, nel pubblico non esiste. Nel privato un fornitore che non soddisfa non sarà più richiamato. Nel mondo delle opere pubbliche questo criterio di selezione non è, di fatto, mai stato applicato con la severità che è necessaria», aggiunge Delle Piane.

La strada è stretta, ma le occasioni non mancano. «l'Expo dimostra che il Paese è in grado di fare quello che vuole», ha aggiunto Delle Piane. Con l'Esposizione Universale e l'arrivo di un secondo evento di portata mondiale, il Giubileo «i riflettori sono tornati ad essere puntati sul nostro Paese ed è giusto ricominciare a sognare». Ma per decollare nel mondo delle opere
pubbliche, dopo anni e anni di crisi che hanno stravolto settori e imprese «è necessario che le regole cambino e siano tarate sui livelli più alti possibili».

«Ora che iniziamo ad assistere ai primi segnali di ripresa - ha voluto sottolineare anche il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti - è giusto interrogarsi su quale sarà il tipo di azienda che potrà sopravvivere in questa nuova fase economica che si apre per il Paese. Non è ancora sicuro che ci sarà una vera ripartenza, ma dobbiamo cominciare a pensare al nuovo modello di impresa per il futuro e questo riguarda tutti, dal promotore all'appaltatore».


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